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Le tante speranze tradite da Lula

È passato oltre un anno dal giorno in cui Lula vinceva le elezioni presidenziali e veniva presentato come la nuova speranza della sinistra mondiale.

Le considerazioni avanzate dal gruppo dirigente di Rifondazione Comunista che parlava della necessità di “un Lula mondiale” erano condivise da molti a sinistra e certamente dalle masse brasiliane che aspettavano da oltre 20 anni un tale momento.

È arrivato però il momento dei bilanci.


A poco più di tre mesi dall’insurrezione rivoluzionaria che ha cacciato dalla Bolivia il presidente “gringo” Sanchez de Lozada detto “Goni”, i lavoratori boliviani riprendono la strada della mobilitazione. Infatti il 22 gennaio l’assemblea  nazionale della Central Obrera Boliviana (Cob) riunita a Cochabamba ha convocato uno sciopero generale a oltranza entro venti giorni, con il chiaro obbiettivo di bloccare le principali arterie del paese se il governo non concederà tutte le rivendicazioni dell’insurrezione dello scorso Ottobre. L’assemblea nazionale della Cob si è conclusa “con la decisione di prendere il potere, attraverso la chiusura del parlamento e la sua sostituzione con una Assemblea popolare” (El Diario 23 gennaio 2004).

Venezuela

(Nota della redazione: questo articolo è stato pubblicato il 2 dicembre scorso sulla pagina web del Militante venezuelano http://venezuela.elmilitante.org)

I dirigenti dell’opposizione golpista venezuelana dicono a tutti che la raccolta di firme iniziata lo scorso 28 novembre che finirà questo lunedì 1 dicembre, con l’obbiettivo di convocare un referendum contro il presidente democraticamente eletto (col 60% dei voti) Hugo Chavez, è un grande successo. Tuttavia, né queste dichiarazioni né la manipolazione dei mass media golpisti (più dell’80%) possono nascondere la realtà: il cosiddetto “reafirmazo” sta diventando un fiasco clamoroso nelle zone popolari, e non è molto seguito neppure neanche nelle zone dei ceti medi. Vista la quantità di irregolarità e denunce di frode presentate (5.000 già confermate saranno portate domani al Comitato Nazionale Elettorale, informa il deputato Juan Barreto) questo passerà alla storia non come “reafirmazo” ma come “el fraudazo” (la grande frode).

Bolivia

L’essenza di una rivoluzione è l’intervento diretto delle masse nella vita politica di una nazione. Una rottura che si verifica nei momenti in cui la maggioranza della popolazione decide di prendere il destino nelle proprie mani.

Questo è quanto abbiamo visto in Bolivia. Venerdì 17 ottobre, dopo giorni di scontri violenti in cui sono morte oltre 70 persone con La Paz, la capitale, in mano a decine di migliaia di manifestanti – lavoratori, minatori, contadini - il presidente, Sanchez de Lozada, ha dovuto abbandonare il potere. I manifestanti hanno bloccato la capitale e altre città. Si sono formati soviet ad El Alto.

Bolivia

Il 19 settembre scorso, così come ampiamente annunciato da mesi, è cominciata in Bolivia quella che cronisti e sindacalisti locali hanno battezzato la guerra del gas, la mobilitazione cioè contro la vendita del gas boliviano agli Stati Uniti: un affare di 5 miliardi di dollari che interessa anche Cile e Perù, possibili porti per il transito del gas, ma che ancora una volta rischia di impoverire ulteriormente uno dei paesi che nella storia più ha pagato per la “causa” del capitalismo.

Lezioni dal Cile (1970-73)

Ascesa e sconfitta di Unidad Popular

 

La mattina dell’11 settembre di trent’anni fa, sotto gli occhi increduli di tutto il mondo, in Cile il braccio armato dell’oligarchia annegò in un mare di sangue le speranze di un popolo che aveva osato sfidare il potere e gli interessi di chi lo affamava. Da quel golpe è nata una dittatura mostruosa. In questo articolo si percorre la storia del Cile per ricostruire nel quadro dello sviluppo della lotta di classe in Cile le cause dell’ascesa e della sconfitta di una rivoluzione che ha segnato la vita di una generazione, per trarne gli insegnamenti più importanti ed impedire che ancora una volta il sonno della ragione generi altri mostri come il regime del generale Augusto Pinochet Ugarte.

Argentina

 

Il testo che segue è la sintesi dell’intervento di Anibal Montoya, redattore della rivista argentina El Militante, tenuto quest’estate a Barcellona alla Conferenza internazionale del Sindicato de Estudiantes. Sul sito www.marxismo.net è possibile consultare un articolo dello stesso Montoya sul bilancio delle elezioni presidenziali.

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