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A chi serve la pena di morte a Cuba?

Un coro di proteste si sono levate in tutto il mondo contro Cuba: è stata reintrodotta la pena di morte (quattro persone sono già state condannate alla pena capitale), si riscrive in maniera più restrittiva il Codice Penale, si processano e si arrestano esponenti dei gruppi di opposizione.

Chi non ha titoli per criticare è però la borghesia europea e soprattutto quella statunitense, il cui sistema giudiziario continua a mandare al patibolo centinaia di persone ogni anno, e sostengono nazioni come la Turchia nelle cui carceri la tortura è pratica quotidiana.

Questa gente si riempie la bocca di "rispetto dei diritti umani", solo perché vuole cancellare una realtà scomoda per l’imperialismo come quella di Cuba.

Come difensori delle conquiste della rivoluzione cubana vogliamo affrontare cosa sta avvenendo nell’isola da un altro punto di vista, un punto di vista di classe.

Processare Pinochet
e il sistema che l’ha generato!

Il dittatore cileno Augusto Pinochet è in stato d’arresto dal 16 ottobre scorso in Gran Bretagna. Il giudice spagnolo Baltazar Garzon, seguito poi dal suo governo, ne ha chiesto l’estradizione per processarlo riguardo ai desaparecidos di cittadinanza spagnola che la “junta” militare eliminò dopo il settembre 1973.

 

25° anniversario del golpe in Cile

Quando Pinochet schiacciò la rivoluzione

 L’11 settembre 1973, i corpi speciali dell’esercito cileno comandati dal generale Pinochet destituirono con la forza il governo democraticamente eletto di Unidad popular, uccidendo 50mila militanti del movimento operaio, tra cui il presidente Salvador Allende.

 

Unità d’azione Ezln-Prd

per il socialismo

 
(agosto 1997)

 

Salutiamo il congresso di fondazione del Fronte Zapatista di Liberazione Nazionale che si svolgerà tra il 13 e il 16 settembre. Nelle pagine del Militante, da quando é nato l’Ezln, abbiamo sempre appoggiato la giusta causa degli indigeni chiapanechi sollevatisi in armi. (…)

 

Gli zapatisti e la lotta per il socialismo

 

 

Da qualche anno, e precisamente dal 1° gennaio del 1994, molti occhi sono puntati sui processi in atto nel Chiapas messicano. La lotta dei contadini indios ha riscosso e riscuote enormi simpatie tra i giovani e i lavoratori di tutto il mondo. L’eroismo di chi si erge contro l’oppressore ha colpito la fantasia di molti.

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