Breadcrumbs

La classe operaia entra in scena

Gli avvenimenti in America Latina si stanno sviluppando a una velocità vertiginosa. La crisi del capitalismo ha un effetto durissimo sulle masse lavoratrici del subcontinente.

Il problema chiave della situazione non è la mancanza di una risposta combattiva di queste ultime agli attacchi della borghesia, ma l’assenza di un’alternativa politica anticapitalista da parte della direzione del movimento operaio. Uno sguardo alla situazione in diversi paesi sembra confermare queste nostre affermazioni.

Nicaragua

Dopo la sconfitta elettorale dei Sandinisti di dieci anni fa, i governi Chamorro e Alemán hanno peggiorato enormemente le condizioni di vita della popolazione.

La direzione del Fsln è rimasta totalmente disorientata da tale sconfitta e dal crollo dei regimi stalinisti. Negli ultimi tre anni ha tentato più volte un accordo con l’ultrareazionario Aleman e Ortega l’anno scorso ha firmato un patto che assicura l’impunità ai dirigenti sandinisti arricchitisi illegalmente negli anni ottanta e che propone un sistema elettorale che esclude di fatto i partiti minori dal parlamento.

Così il governo "liberale" propone di privatizzare le pensioni e la distruzione delle poche leggi che ancora regolamentano il mercato del lavoro, e l’Fsln non si oppone per non mandare a pezzi il patto.

Davanti a una simile deriva moderata un gruppo di sei deputati capeggiati da Carlos Fonseca, figlio dello storico fondatore del Frente hanno denunciato la bancarotta del Fsln e stanno cercando di costruire una sinistra all’interno del fronte sandinista.

Venezuela

Un anno è passato dalla trionfale elezione di Hugo Chavez alla Presidenza del Venezuela.

Da una parte il padronato ha continuato l’attacco feroce nei suoi confronti. Nei primi sei mesi del 1999 il 63% delle imprese hanno sospeso gli investimenti provocando la perdita di 600.000 posti di lavoro. L’economia ha subito un calo del 5,5% nello scorso anno, dato aiutato dal disastro provocato dall’alluvione con 50.000 morti.

Dall’altra le misure prese dal nuovo governo non possono soddisfare le masse. La privatizzazione dell’industria dell’alluminio sta continuando, come gli attacchi ai diritti sindacali: il governo ha sospeso la contrattazione collettiva nel settore pubblico. Le masse stanno cominciando sempre più a chiedersi con chi stia il presidente: se coi lavoratori o coi padroni.

Nel Polo patriottico, la coalizione elettorale di Chavez, aumentano i segnali di crisi. Il Mir (un partito tra i più a sinistra nel Polo) si presenterà in maniera indipendente alle prossime elezioni di Maggio. Francisco Visconti, un generale in pensione che partecipò al tentato golpe del 1992, afferma che sarebbe necessario un colpo di stato per "accelerare il processo rivoluzionario che vive il Venezuela." (la Jornada, 28/02/00); Stretto tra un proletariato insoddisfatto e una borghesia che lo detesta, Chavez è seduto su una bomba a tempo.

Argentina

L’arrivo di Fernando de la Rua alla presidenza dell’Argentina è il risultato della reazione dei lavoratori alla politica antioperaia di Menem. Una cosa Menem non era riuscito però a modificare, a causa della forza dei sindacati argentini: la legislazione del mercato del lavoro.

Già la flessibilità del lavoro esistente aveva portato al tasso di disoccupazione più alto dell’America Latina, il 22% secondo il governo. Ma la borghesia argentina vuole la deregolamentazione totale dei contratti e delle assunzioni.

Mentre la direzione della Cgt propone parziali modifiche alla riforma di De La Rua, il Movimento dei lavoratori argentini (Mta), un settore dissidente della Cgt diretto da Hugo Moyano, leader del sindacato dei camionisti ha organizzato numerose proteste.

Queste sono culminate in una manifestazione di 20.000 persone davanti alla Piazza del Parlamento il 19 aprile che è riuscita a fermare temporaneamente la discussione della legge. Il presidio è stato represso dalla polizia con una violenza così inaudita che alcune decine di poliziotti sono stati incarcerati nei giorni successivi per le percosse a danno dei manifestanti!

La legge è poi passata nei giorni scorsi, ma la costituzione di un’opposizione combattiva nel sindacato rappresenta un’importante passo in avanti nella costituzione di un’avanguardia rivoluzionaria in Argentina, paese chiave del subcontinente.

Joomla SEF URLs by Artio