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Nel febbraio scorso cadeva il trentesimo anniversario della rivoluzione iraniana. I mezzi di comunicazione di tutto il mondo hanno dato grande risalto al ruolo di Khomeini e del clero islamico durante la rivoluzione: raccontata così sembrerebbe proprio che durante i tumultuosi eventi del febbraio 1979 la classe operaia iraniana abbia giocato un ruolo quasi marginale.

La Rete di solidarietà con i lavoratori iraniani (Iranian Workers’ Solidarity Network, Iwsn) è nata nel maggio 2001. Dall’inizio del decennio infatti si è aperta, dopo un lungo letargo dovuto alla repressione spietata del regime dei mullah, una nuova fase di scioperi e di lotte da parte della classe operaia iraniana.

Un torto a uno è un torto fatto a tutti!
 
La campagna dell’IWSN

I recenti arresti di attivisti del movimento operaio e del movimento per i diritti dei Curdi hanno ancora una volta attirato l’attenzione sul fatto che il regime iraniano è deciso a ristabilire i vecchi rapporti di forza – quando aveva sempre il coltello dalla parte del manico nelle trattative con i lavoratori e gli attivisti del movimento operaio, le donne, le minoranze nazionali, i giornalisti, gli insegnanti e la larga maggioranza dei lavoratori iraniani.

Sabato 29 novembre 2008 un enorme corteo della Federazione Studentesca Nazionale del Jammu Kashmir (JKNSF) ha marciato dalla Piazza del Comitato al Club della Stampa di Rawalpindi, presso lo storico Liaquat Bagh, dove si è tenuto un grande comizio.


L’attentato a Mumbai ha provocato commozione e stupore in tutto il mondo. Con 188 morti e 300 feriti, è sicuramente uno degli attentati più sanguinosi della storia dell’India.

 Per le masse sofferenze senza precedenti

Negli ultimi cinque mesi in cui il nuovo governo di coalizione guidato dal PPP è stato in carica i lavoratori e le masse già impoverite hanno attraversato sofferenze sociali ed economiche mai viste nella travagliata storia del Pakistan. I prezzi del cibo sono aumentati di oltre il 200%, mentre la benzina che era a 47 Rupie al litro sotto l’ultimo governo ora,  da quando i rappresentanti del PPP sono saliti al potere, è a 87 rupie al litro. Dopo gli aumenti relativamente contenuti nelle tariffe dell’elettricità ieri il governo ha annunciato un aumento dei prezzi del 31%.

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