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Il movimento di massa di protesta contro gli aumenti dei trasporti in Brasile ha ottenuto una prima vittoria. Ma non si ferma. Come le mobilitazioni in Turchia, è scoppiata su una questione in apparenza “marginale”: ora inizia a mettere in discussione l’intero sistema.

La Coppa del mondo di calcio, che si terrà l’anno prossimo ha svelato ai giovani e ai lavoratori brasiliani che, mentre i servizi sociali cado a pezzi, i soldi ci sono. Semplicemente vengono destinati ad altri scopi: ad effettuare speculazioni edilizie e a riempire i portafogli dei padroni, brasiliani e stranieri.

 

E quando si tratta di tutelare gli interessi delle multinazionali, il governo del Partito de trabalhadores non fa eccezione.

Esquerda Marxista, la tendenza marxista brasiliana, è intervenuta sin dall’inizio nel movimento, con le proprie bandiere e le proprie rivendicazioni.

 

Davanti alla crisi globale del capitalismo, le condizioni di vita dei lavoratori brasiliani sono sempre sotto costante attacco. Per comprendere manifestazioni che in questi giorni si sono svolte a Sao Paulo, Porto Alegre, Rio de Janeiro e in tutto il paese contro l'incremento delle tariffe del trasporto pubblico, è d'aiuto ricordarci cosa ha fatto scoppiare la "Primavera Araba" nel 2010: il 17 dicembre di quell'anno, Mohamed Bouazizi si è dato fuoco per protesta e questo ha causato l'inizio delle lotte contro l'aumento del costo della vita in Tunisia. Subito dopo il movimento iniziò ad aggiungere altre richieste, sempre in risposta alla difficile situazione economica, acquistando così un carattere di massa poiché molte persone si potevano riconoscere facilmente negli ideali e nelle rivendicazioni di quelle battaglie.

A marzo di quest'anno, migliaia di persone sono scese nelle strade di Porto Alegre per impedire l'aumento delle tariffe dei trasporti cittadini. Ancora migliaia di persone sono scese in piazza a Giugno, in diverse città, come São Paulo e Rio de Janeiro.

Quando aumentano i prezzi dei trasporti pubblici, la vita diventa improvvisamente più dura per il 99% della popolazione. La difficoltà si sente in modo evidente perché il sistema capitalista sta già distruggendo l'istruzione, la sanità, la cultura, i diritti sul posto di lavoro. Cosa accadrebbe se il movimento riuscisse ad ottenere lo stesso sviluppo delle mobilitazioni tunisine e spagnole, lo stesso sviluppo che hanno raggiunto ora i giovani e i lavoratori turchi e cioè allargare le proteste fino ad includere tutte gli oppressi del Brasile e a farli scendere in lotta? rappresenterebbe l'inizio di un movimento di massa sulla base di un certo livello di coscienza di classe. La lotta, certo, è contro l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico, ma non necessariamente si manterrà limitata a quest'unico obiettivo

Gli studenti, spontaneamente, giocano un ruolo fondamentale e a buon diritto: l'aumento dei prezzi è un simbolo della situazione drammatica in cui il sistema economico sta schiacciando non solo i lavoratori, ma soprattutto i più giovani. Un'altra piccola scintilla ha causato un grande movimento: a São Paulo circa 15000 studenti e lavoratori in piazza, in altre città gli stessi autisti dei bus hanno scioperato. A Recife i lavoratori della metropolitana minacciano di fermare i treni. È facile vedere come la lotta di classe stia prendendo sempre più piede.

 

Una situazione nuova


La crisi arriva fino al Brasile e le misure prese dal governo – soprattutto privatizzazioni in larga misura e investimenti nel privato – non risolveranno nulla e, anzi, accelereranno il declino economico del paese. Il mercato azionario sta fallendo, il dollaro diventa più forte e soprattutto, aumentano i costi dei beni di prima necessità come il cibo. L'inflazione dichiarata è del 6%, ma i prezzi nei negozi di alimentari sono saliti del 20 o 30%, in alcuni casi sono  addirittura raddoppiati.

I ministri possono fornire qualsiasi tipo di scusa, Dilma può programmare un "piano ottimista", ma la verità è che quanto danneggia le condizioni di vita dei lavoratori può essere risolto solo adottando pesanti misure contro l'imperialismo e i suoi servi, ma questo governo, con il PT (Partido dos Trabalhadores – Partito dei Lavoratori) coinvolto in alleanze con la borghesia, non può permettersi queste manovre!

Gran parte dei dirigenti del PT  rivendicano di difenderegli interessi del paese, ma nel frattempo, quando si tratta di annunciare l'incremento delle tariffe a Sao Paulo, il Sindaco Haddad, proprio del PT, si schiera fianco a fianco con il governatore Alckmin e i reazionari. In quanto a critiche e misure repressive contro i manifestanti, di nuovo, Haddad non è secondo ad Alckim.

Dilma e gli altri dirigenti non sanno cosa più cosa dire perché, dopo aver rifiutato di rompere con la borghesia e con i grandi affaristi, rivendicano solo di voler "governare nella normalità". Il problema è che il mondo intero sta cessando di essere "normale" e la cara vecchia lotta di classa sta riprendendosi la scena  a velocità sempre maggiore. Spagna, Tunisia, Cile, Turchia, Grecia e Portogallo sono i casi più noti, ma ci ricordiamo anche del movimento studentesco canadese, del movimento occupy negli Stati Uniti, dei riot inglesi, delle proteste incendiarie in Svezia durante le rivolte di giovani immigrati che hanno dato fuoco a ristoranti, scuole e banche lasciando solo un semplice messaggio: "questo è un posto in cui io non potrò mai entrare.". È la disuguaglianza sociale a portare alla ribellione e a questi episodi di rivolta e la disuguaglianza sociale, grazie alla crisi, sta crescendo in tutto il mondo.

I lavoratori e i giovani  non hanno stipendi o sussidi sufficientemente alti per pagare affitti o mutui, trasporti, cibo e alla fine del mese sono molto più terrorizzati dal desolante vuoto del loro portafoglio che dalla prospettiva di una lotta serrata contro questo sistema. I giovani e i lavoratori sono profondamente stanchi di questa situazione e iniziano a cercare una via d'uscita e così si ribellano e combattono: questo è soltanto l'inizio.

 

La lotta di classe annuncia una nuova era


Lo striscione della Tendenza marxista brasiliana

Qual è questa via d'uscita? I lavoratori di Florianòpolis hanno cominciato a pensare ad uno sciopero e lo hanno portato avanti nonostante un decreto legge appositamente varato: "la totalità degli autobus dovrà circolare durante lo sciopero" era stato detto. Spontaneamente i lavoratori hanno detto no a queste direttive e hanno resistito, anche grazie al supporto del movimento popolare. A Recife, ispirati da questa lotta, si inizia a minacciare lo sciopero.

Tutte queste manifestazioni sono solo un assaggio di quello che ci riserva il futuro: i giovani – e questo include sia i giovani spoliticizzati, sia l’ala giovanile del PT – hanno iniziato un cammino di lotta. Questo movimento principalmente composto da studenti e adolescenti è un segnale dell'atmosfera all'interno del PT e mostra come la gioventù e la classe lavoratrice abbiano intenzione di chiedere ai loro dirigenti – sia delle organizzazioni studentesche e sindacali, sia del PT stesso – molto più di semplici scuse o di "piani ottimisti" che non risolveranno nulla. L'alleanza con la borghesia e i suoi partiti deve essere rotta per abbracciare le proposte dei giovani e dei lavoratori.

Quali risultati sta raggiungendo il movimento grazie a questa lotta? Haddad è stato già costretto a ritirare gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico di Sao Paulo ed è subito stato seguito da Eduardo Pez, sindaco di Rio de Janeiro. Vinta la battaglia queste due città, anche le altre autorità capitoleranno in breve.


Quali prospettive per il movimento?

I dirigenti intendono continuare la lotta.  Sì, ma fino a dove? Cosa dovrebbe essere richiesto? Cosa vogliono gli oppressi del Brasile? Meno circhi e più istruzione ( il riferimento è alla coppa del Mondo. Gli imperatori romani erano soliti placare le masse con “Panem et Circenses” e così evitavano di affrontare questione politiche più serie? Siamo pienamente d’accordo.

È necessario però comprendere che questo movimento ha un suo potenziale, ma il suo potere effettivo dipenderà dalle modalità organizzative che si darà  e da quanto i manifestanti prenderanno coscienza della loro forza. Uno di loro ha scritto su un cartello: "Loro [la classe dominante] non ci rappresentano". Non potremmo essere più d'accordo, ma per arrivare al momento in cui saremo noi a rappresentare noi stessi dobbiamo organizzarci Assemblee plenarie di massa democratiche devono essere organizzate, con la partecipazione di tutte le organizzazioni e i movimenti sociali, dei sindacati, dei collettivi e dei sindacati studenteschi, dei movimenti e dei partiti politici. In queste assemblee i manifestanti possono decidere quale direzioni debba prendere il movimento.

I grandi sindacati devono essere coinvolti nei cortei e fornire tutte le loro risorse a chi protesta, cominciando da camion con sound-system abbastanza potenti da essere sentiti in tutte le piazze delle manifestazioni. Tali sound system sono essenziali nell’organizzazione delle assemblee plenarie, in modo che tutti  gli interventi possano essere ascoltati e le proposte messe ai voti.

In molte piazze italiane per poter parlare bisogna inseguire il microfono che viaggia da burocrate sindacale a burocrate sindacale, in Brasile questi mezzi non sono neanche messi a disposizione.

Al di là dei mezzi tecnologici, ciò che ci serve è la democrazia interna e con questo intendiamo innanzitutto il diritto di dissentire:  chi non apprezza il lavoro dei partiti politici ha tutto il diritto di manifestare il suo dissenso e chiunque è già organizzato in un partito e in un sindacato ha ancora maggiore diritto di esprimersi contro i suoi stessi dirigenti. Impedire l'espressione di questo dissenso è antidemocratico. È altresì vitale impedire l'infiltrazione di opportunisti e provocatori che vengano a danneggiare il movimento.

 

La posizione di Esquerda Marxista -  la sezione brasiliana della Tendenza Marxista Internazionale


Esquerda Marxista ha presentato le sue rivendicazioni per il prossimo periodo di queste mobilitazioni. La richiesta che fa è quella che siano discusse in assemblee di massa perché l'intero movimento si prenda carico di portarle avanti:

  • Basta con la repressione. Libertà per gli arrestati, ritiro di tutte le accuse contro chi manifesta.
  • Nazionalizzazione dei trasporti pubblici, passo essenziale verso la gratuità del servizio!
  • No al pagamento del debito  estero!
  • Il denaro pubblico sia destinato  a sanità e istruzione!
  • Dove trovare i soldi?  Dallo stanziamento di 26 miliardi di Real per la prossima Coppa del Mondo!
  • Lotta dura fino al socialismo!

La lotta per il socialismo è l'unica alternativa realistica contro l'orrore senza fine del capitalismo. Il vento della Spagna, della Grecia, del Portogallo ha finalmente raggiunto il Brasile. Viva la lotta dei giovani contro l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici! Viva le lotte dei lavoratori di tutto il mondo.

 

*sulla base del materiale pubblicato da Esquerda Marxista

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