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Caserta - All’indomani del 15 ottobre, nonostante sia diminuito momentaneamente il numero delle mobilitazioni, non è certo calato il sentimento generale di indignazione nella società rispetto alle soluzioni che padroni e banchieri impongono per uscire dalla crisi. Parliamo della solita solfa che spacciano per novità: privatizzazioni, liberalizzazioni e smantellamento definitivo dello stato sociale; sono le stesse politiche che i governi, conservatori o sedicenti progressisti, hanno portato avanti da anni in Italia come nel resto d’Europa.

E' entrato in vigore il dl 5/2012, il cosiddetto “decreto semplificazioni”. Nei giorni precedenti la votazione in Consiglio dei Ministri è infuriata la discussione sull’abolizione del valore legale del titolo di studio. Diremo anche di questo, ma intanto, scorrendo il testo, vediamo che c’è anche dell’altro per scuola e università.

Negli ultimi anni il numero di scuole con le “classi pollaio”, termine con cui si indicano le aule sovraffollate, è aumentato ed è destinato ad aumentare. Questo grave problema non è un errore di programmazione scolastica, come spesso si sente dire dal ministro Gelmini, ma è la conseguenza di un piano ventennale di controriforme e tagli conseguenti.

Un mese dolo lo sciopero generale più repentino degli ultimi tempi, lo scorso 7 ottobre circa centomila studenti, in oltre 90 città del paese, sono tornati a farsi sentire. Probabilmente abbiamo visto cortei leggermente meno numerosi dell’8 ottobre 2010, ma registriamo una crescita sostanziale del livello di coscienza e di combattività di un settore sempre largo di studenti. Questo fenomeno può essere spiegato solo in un modo, le mobilitazioni di questa estate socialmente rovente, in Europa e come nel resto del mondo, hanno influenzato molto questa fascia di giovani, per i quali oggi più che mai l’unità studenti-lavoratori diviene pratica necessaria per bloccare realmente il paese. Parole d’ordine come il non pagamento del debito o la nazionalizzazione delle banche vengono ascoltate con attenzione e interesse.

Quest’anno gli studenti del Pacioli di Crema, dopo anni in cui la scuola non è stata attiva politicamente, si sono risvegliati partecipando alle mobilitazioni dell'autunno e costruendo un collettivo interno. Insieme a quello dell'Artistico, è uno dei due nuovi collettivi studenteschi della città.

Il Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) rinasce a Licata (Ag) a dimostrazione del fatto che i problemi della scuola pubblica oggi più che mai toccano le corde della nuove generazioni, ma ancora di più per puntualizzare che i giovani siciliani ci sono e sono stufi della condizione in cui versano , vogliono rendersi protagonisti di una sterzata decisiva allo stato delle cose, per migliorare le loro prospettive future.

Corni (Modena) – Le scuole sono precarie pure in termini di sicurezza: in diverse aule del mio istituto ci sono frequenti distacchi di intonaco, finestre rotte (addirittura ad una bidella, aprendo una finestra, questa le è precipitata addosso facendola cadere) ma soprattutto aule sovraffollate. Il problema è sempre quello: tanti problemi, pochi interventi e a volte inutili.

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