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Lunedì 11 maggio le forze dell'ordine hanno ripetutamente caricato a Firenze un corteo studentesco pomeridiano. Sono stati denunciati 19 studenti e sono operati diversi fermi. All'Ansa una studentessa di 16 anni ha raccontato: "mi hanno portato in questura dove per un´ora e mezzo mi hanno insultata: hai avuto quello che ti meriti, ragazzina comunista, mi hanno detto, ti faremo passare la voglia di fare cortei. Per fortuna, dopo un´ora e mezza, mi hanno lasciata andare".

Tale è stato l'accanimento delle forze dell'ordine che nemmeno giornali come La Nazione o il Corriere di Firenze, notoriamente di destra, hanno potuto montare più di tanto l'isteria anti-manifestanti. Correttamente le diverse strutture studentesche hanno convocato un corteo per domani pomeriggio, sabato 15, invitando tutta la cittadinanza a partecipare.

Ieri, giovedì 14, tutte le forze politiche sono state convocate in prefettura alla presenza del prefetto, del questore e delle forze dell'ordine. Senza alcun confronto nella segreteria, nè in alcun altro organismo dirigente, il Prc ha partecipato all'incontro con una delegazione composta da due compagni tra cui il segretario provinciale. Era discutibile l'opportunità di accettare un simile invito, ancora più discutibile è stato il finale di questo incontro. Il Prc ha finito per sottoscrivere, congiuntamente a Idv, Pd, La Sinistra, Lega, Udc e Pdl, e in presenza di questore e forze dell'ordine un documento che recita:

"Le forze politiche condannano qualunque azione tesa ad esasperare il clima politico elettorale e rinnovano la piena fiducia nelle istituzioni preposte alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Le forze politiche si impegnano a contribuire al pieno rispetto delle regole democratiche".

Si tratta di un errore clamoroso, di un fatto gravissimo a cui il Prc deve rimediare ritirando immediatamente la firma. Fa sorridere amaro l'unica giustificazione ufficiale che abbiamo ricevuto finora, affidata un comunicato del segretario provinciale che recita:

"Abbiamo sottoscritto in Prefettura un documento con le altre forze politiche che ha il valore di un impegno congiunto a che episodi come quello di lunedì non si ripetano più nella città di Firenze. La nostra sottoscrizione è stata un gesto di responsabilità sofferto che ha permesso di battere l’ipotesi di un documento a favore delle Forze dell’ordine per quanto successo lunedì contro un presidio pacifico di giovani studenti".

In due sole frasi sono condensati decine di errori politici. Da un lato siamo alla solita logica dei "gesti di responsabilità", dei documenti "meno peggio" che permettono di "battere" ipotesi peggiori. Non abbiamo dubbi che senza il Prc le forze presenti avrebbero partorito un documento di esplicita condanna del movimento studentesco. Ma questo non ci autorizza a firmare invece un documento che ne è una condanna implicita. Il nostro compito, sia detto per inciso, non è quello di imbellettare ciò che le altre forze politiche pensano, ma - se possibile - di renderlo ancora più esplicito.

Per quale ragione Rifondazione deve firmare un qualsiasi protocollo o documento in cui ribadisce la "fiducia" alle forze dell'ordine"? In verità dopo i fatti di lunedì avremmo dovuto invadere la città di volantini in cui ribadiamo la nostra piena "sfiducia". E che cosa significa contribuire al rispetto delle "regole democratiche"? Come ci si aspetta che contribuiamo - oltre a subire in continuazione ogni genere di angheria - e di quali "regole" si sta parlando?

Le "regole" a cui tanto ci si richiama sono in verità ogni giorno più spostate a destra e rivolte contro di noi e contro le lotte sociali. Questa sorta di "vigilanza democratica" in cui si vuole coinvolgere il Prc è una lama affilata da una parte da sola: pronta ad essere utilizzata contro le mobilitazioni e contro le forze di sinistra, lasciando invece la destra libera di agire.

Vogliamo dire qual è il vero clima che si respira a Firenze e in tutta la regione? Mentre si fa un gran parlare di un assalto operato da singoli elementi ad un gazebo del candidato sindaco del Pdl Galli (un gesto stupido e controproducente), in verità l'aggressività della destra è ai massimi storici. Si moltiplicano gli assalti alle sedi di Rifondazione e di sinistra: a Rignano (Fi) si sta per insediare il primo gruppo consiliare di Forza Nuova della provincia fiorentina, croci celtiche sono state fatte alla sede del Prc di Cortona (Ar), bombe molotov sono state lanciate contro la casa del popolo di Solaio di Pietrasanta (Lu). A Firenze la destra ha messo in atto un attacchinaggio selvaggio, riempiendo di manifesti la città. Tra questi ne campeggiava uno con una croce celtica e una scritta di sfida: "non ti conviene strappare". In compenso per aver presuntamente appeso un A3 con dello scotch, la Digos si è presentata a casa di un membro della segreteria provinciale del Prc.

Il 28 maggio è programmato tra l'altro lo sciopero dell'Ataf (azienda di trasporti fiorentina): lì l'azienda ha ritirato unilateralmente la propria firma su 40 anni di accordi sindacali. Ecco quanto valgono le regole! E se il 28 maggio i lavoratori Ataf contravvenissero alle democratiche leggi anti-sciopero, come dovremmo considerare questo gesto? Dentro o fuori "le regole" a cui ci siamo impegnati a contribuire?

Il Prc deve ritirare la propria firma dal documento di "fiducia" alle forze dell'ordine e contribuire con tutte le forze al corteo di sabato. Se siamo stati vittima di un tranello, non c'è nessuna ragione per sentirci sminuiti da una sana e chiara autocritica. Ammettere un errore è già una mezza correzione. E in questo caso l'errore è grave oltre ogni misura.


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