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Il Comitato politico federale di Trieste, riunitosi il 26 novembre 2009, dopo un’articolata discussione sul progetto di Federazione della Sinistra messo in campo dal partito nelle ultime settimane, esprime le seguenti valutazioni sulla bozza di statuto provvisorio della Federazione approvata a maggioranza in occasione dell’ultima Direzione nazionale:


    1. l’accelerazione sul terreno organizzativo impressa al processo di costruzione della Federazione appare immotivata: non c’è ancora chiarezza sufficiente sulla consistenza effettiva dei soggetti coinvolti e sul loro orientamento politico (tanto che la Sinistra cui si riferisce la denominazione ha perso, strada facendo, ogni riferimento al suo carattere anticapitalistico e alternativo), ed è per questo che riteniamo sbagliata la decisione di partire immediatamente con la strutturazione della Federazione ai vari livelli (circoli, federazioni provinciali e federazioni regionali);

    2. non è affatto chiaro, inoltre, il modo in cui i nostri circoli e le nostre federazioni dovrebbero convivere sul territorio con quelli del nuovo progetto politico: ci appare evidente il rischio che si verifichi un effetto di “risucchio” delle energie del nostro partito in favore delle strutture della Federazione, che rischierebbe di provocare il deperimento dei nostri circoli e anche dei nostri organismi dirigenti; 

    3. l’intera operazione messa in campo con la Federazione appare negativamente connotata in senso verticistico: la bozza di statuto, infatti, prevede – in attesa del congresso fondativo – una concentrazione enorme del potere decisionale su un organismo nazionale ristretto, nominato dai gruppi dirigenti dei vari soggetti promotori e destinato, per giunta, a essere soggetto ai veti reciproci. Non si prevede, per i prossimi mesi, l’apertura di un dibattito vero fra gli aderenti di base alle varie forze federate;

    4.  la strutturazione della Federazione è destinata a provocare una perdita significativa della sovranità del nostro partito: si prevede, infatti, che gli organismi dirigenti possano approvare documenti politici con una maggioranza dei 2/3 dei consensi, e che il portavoce nazionale possa prendere posizione a nome della Federazione dopo semplice «consultazione informale» con i segretari dei soggetti federati;

    5. consideriamo, inoltre, inaccettabile l’idea in base alla quale le nostre strutture dovrebbero potersi esprimere solo nei casi in cui non si trovi un accordo con le altre forze della Federazione, perché questa scelta ridimensionerebbe inevitabilmente il profilo pubblico del nostro partito, che in questa fase va, al contrario, rilanciato.

Per tutte queste ragioni, il Cpf di Trieste invita le compagne e i compagni del Comitato politico nazionale, che si svolgerà il 28 e il 29 novembre, a non approvare la bozza di statuto provvisorio e ad aprire il confronto sulla Federazione della Sinistra a tutti i livelli del partito, per consentire lo svolgersi di una discussione effettivamente democratica fra tutte le iscritte e tutti gli iscritti del Prc, capace di orientare le scelte successive della nostra organizzazione.

Trieste, 26 novembre 2009

Giuliana Sema
Gabriele Donato
Approvato con 13 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti.

 

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