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Lunedì sera è cominciata a Firenze una consultazione sulle future elezioni regionali. Questa consultazione è stata chiesta e fortemente voluta dalla sinistra del partito.

La segreteria di Firenze ha presentato un documento in cui esprime una valutazione positiva sull'operato della giunta regionale toscana e chiede il mandato per giungere a una nuova alleanza elettorale con il Pd per le prossime elezioni regionali sulla base di una serie di paletti programmatici.

L'attivo della zona della Piana fiorentina ha bocciato il documento della segreteria con 20 voti contrari, 2 favorevoli e 1 astenuto. Ieri sera l'attivo dei circoli della città di Firenze ha bocciato nuovamente tale documento con 48 contrari, 25 favorevoli e 0 astenuti. Quella che segue è la trascrizione degli appunti dell'intervento svolto ad uno di questi attivi.

 

Sulle prossime elezioni regionali

Il rilancio dell'azione politica del PRC non può avvenire senza una chiara posizione sulle imminenti elezioni regionali campane. Lungi dal pensare che l'operato del partito si esaurisca nelle scadenze elettorali riteniamo che queste influenzino profondamente il lavoro dei compagni sui singoli territori e luoghi di intervento. In questa fase è necessario che le forze impegnate sui territori dispongano di una posizione politica chiara rispetto all'imminente scadenza elettorale che sostenga il loro lavoro militante.

Il Comitato politico federale di Trieste, riunitosi il 26 novembre 2009, dopo un’articolata discussione sul progetto di Federazione della Sinistra messo in campo dal partito nelle ultime settimane, esprime le seguenti valutazioni sulla bozza di statuto provvisorio della Federazione approvata a maggioranza in occasione dell’ultima Direzione nazionale:

Il 3 novembre scorso i circoli di Rifondazione di Medicina e Budrio (Bo) in riunione congiunta hanno incontrato lavoratori e delegati Rsu di 2 aziende meccaniche del territorio con problemi occupazionali. Hanno partecipato lavoratori/trici della Giesse e della Renopress, due dei quali delegati della Fiom, entrambe aziende metalmeccaniche di Budrio.


La Val di Susa, si sa, è un territorio difficilmente governabile con le logiche consuete; si concede il lusso di argomentare in modo differente da quello che le segreterie dei partiti vorrebbero, e questo spiega la diffidenza che il movimento contro la linea ad alta velocità incontra fra le burocrazie di ogni tipo.
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