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Il 3 novembre scorso i circoli di Rifondazione di Medicina e Budrio (Bo) in riunione congiunta hanno incontrato lavoratori e delegati Rsu di 2 aziende meccaniche del territorio con problemi occupazionali. Hanno partecipato lavoratori/trici della Giesse e della Renopress, due dei quali delegati della Fiom, entrambe aziende metalmeccaniche di Budrio.

In particolare la Renopress (105 dipendenti), fusioni di alluminio per settore auto, è stata un azienda florida fino a che non è stata venduta ad una multinazionale indiana.

Dopo le scintillanti promesse iniziali, alle prime avvisaglie di crisi sono stati mandati a casa 26 lavoratori a termine. Ai circoli i lavoratori hanno chiesto di rendere nota la loro situazione. Abbiamo aderito, scritto e distribuito un volantino.

Il 10-11 la proprietà ha mandato 49 telegrammi di licenziamento. è apparso chiaro che questo avrebbe portato a breve alla chiusura totale, quindi sono stati rotti gli indugi. Dal giorno successivo i lavoratori, licenziati e non, hanno iniziato un presidio/occupazione e bloccato completamente la produzione.

Abbiamo coinvolto il partito di Bologna portando i compagni e la segretaria provinciale al primo picchetto decisivo alle 5.30 del mattino. La Rsu della Giesse ha iniziato a propagandare la lotta e a raccogliere fondi. Il circolo di Medicina avrebbe fatto altrettanto al proprio pranzo di auto-finanziamento. Utilizzeremo anche lo spazio del gruppo consiliare sul giornalino comunale a tale scopo. Inoltre a Budrio l’assessore al lavoro di Rifondazione ha costretto i padroni ai tavoli istituzionali, regolarmente ignorati fino a quel momento.

Grazie a tutte queste pressioni congiunte l’azienda già il 12-11 ha accettato di ritirare tutti i licenziamenti e trasformarli in cassa integrazione straordinaria. Però al prezzo della “spontanea” rinuncia al pagamento della 13ª e delle ferie ai lavoratori in cassa. Si tratta di un grande sacrificio per i lavoratori, e un piccolo sacrificio per la azienda! In fondo i padroni non dovranno pagare nulla, solo rinviare i loro piani di qualche mese.

È un primo passo, e la determinazione dei lavoratori è stata fondamentale. Ma serve di più. Non è accettabile che si condannino persone a vivere per mesi con 700-800 euro al mese, e chiamare questo vittoria. In situazioni così aspre possono servire settimane per “rendere il padroni più ragionevoli”.

Sosterremo i lavoratori Renopress nelle loro prossime mobilitazioni in ogni modo in cui potremo.

Proponiamo un coordinamento fra le varie fabbriche per creare quella solidarietà che permetterà ai padroni di trovarsi, anche domani, davanti ad un muro di lavoratori.

Apriamo le porte dei circoli per sostenere le lotte dei territori perché farlo è costruire Rifondazione “in basso a sinistra”.

* Direttivo circolo Prc Medicina (BO)

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