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Le analogie tra la crisi attuale e quella che iniziò a Wall Street nel 1929 e durò per tutti gli anni ’30, coinvolgendo il mondo industrializzato dell’epoca, sono un tema ricorrente. La crisi allora si trasformò in vera e propria depressione non tanto per il crollo dei valori in Borsa, ma per la stretta creditizia e la drastica caduta dell’interscambio mondiale, con l’escalation protezionista degli Stati.

“Non paghiamo il vostro debito, come in Islanda”, “Facciamo come l’Islanda”. Erano questi alcuni degli slogan più gettonati quando nel 2009 una massiccia protesta popolare aveva fatto cadere il governo conservatore e, nelle successive elezioni, portato al governo una coalizione di sinistra.

Soltanto nei primi tre mesi del 2013 oltre un milione di lavoratori è stato in cassa integrazione; di questi, più di metà non ha mai messo piede nel posto di lavoro. I dati dell’Osservatorio della Cgil sulla Cig mettono in luce un aumento complessivo di oltre il 20% tra febbraio e marzo 2013, e di quasi il 12% sul primo trimestre 2012.

La Grecia sprofonda nella recessione (-6 per cento del Pil nel 2012) e nella crisi sociale. Cosa propone il leader della sinistra Alexis Tsipras, possibile futuro primo ministro se Syriza arrivasse al governo in Grecia?

 

Secondo il capo economista della Banca Mondiale Kaushik Basu, i maxi-prestiti a tre anni concessi agli istituti di credito dalla Bce, tra dicembre 2011 e febbraio del 2012, porteranno “scompiglio” nell’economia mondiale: “è una montagna di debito e ci sbatteremo contro. Ci sarà un altro grande botto nell’economia globale nel 2014 e 2015”, ha detto Basu, durante un convegno ad Helsinki. Nello scenario migliore, ha concluso il capo economista della Banca Mondiale, la crescita economica dell’eurozona segnerà una “stagnazione” fino al 2015 prima di riprendersi.

 

Il libro Pigs! La crisi spiegata a tutti, scritto dal segretario del partito della Rifondazione comunista, si presenta con l’intento di spiegare alle masse alcuni tratti fondamentali della crisi che stiamo attraversando, cercando di svelare molti luoghi comuni che i media borghesi utilizzano per tenerci sotto scacco: “il problema è il debito pubblico”, “abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi”, “la crisi è finanziaria”, solo per citarne alcuni.

Abolite le pensioni di anzianità e demolito l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, il governo dell’unità nazionale ha riaperto il dossier privatizzazioni, avanzando una serie di proposte per monetizzare una parte del patrimonio degli enti locali e dello Stato, al fine di ridurre il debito pubblico.

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