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La crisi della strategia americana in Iraq avrà effetti profondi su scala mondiale. Come abbiamo spiegato più volte, l’avventura irachena di George Bush non può essere letta esclusivamente sulla base della questione petrolifera, pure importante, o di motivazioni contingenti. È un capitolo, che potrebbe rivelarsi decisivo, nel lungo processo di crisi dell’egemonia mondiale degli Stati Uniti e le sue implicazioni possono essere comprese solo considerando l’insieme della scena mondiale.

Ripresa in Usa, stagnazione in Europa… e l’Italia va a picco

La ripresa economica in Usa ha cominciato a manifestarsi realmente nella seconda metà del 2003 e nei primi mesi di quest’anno. Nonostante le statistiche parlino infatti di 27 mesi di crescita economica, essa è stata così anemica che i suoi effetti non si sono fatti sentire per lungo tempo. Ora si vede un calo della disoccupazione e una certa ripresa della produzione e degli investimenti.

L’economia mondiale continua la sua crisi. Gli andamenti dell’economia reale nel 2002 hanno sistematicamente smentito l’ottimismo (presumibilmente non disinteressato) della gran maggioranza degli “analisti” economici. La ripresa più volte annunciata non si è materializzata e per il terzo anno consecutivo le borse mondiali hanno visto una caduta dei loro valori, un fatto che non si verificava dal 1939-41, quando era in corso una guerra mondiale.

Il perdurare delle difficoltà dell’economia mondiale non è affatto una sorpresa per noi marxisti, come dimostra il materiale da noi pubblicato negli scorsi due anni.

L’avevamo detto a gennaio: l’euro entra nei portafogli dei cittadini europei sotto i peggiori auspici. Nell’estate dell’anno dell’euro si levano sempre più numerose le voci autorevoli di ministri e di "prestigiosi" economisti che, dopo averci spiegato per anni la necessità di stringere la cinghia per il bene dell’Europa e per il rispetto dei patti stretti fra i Paesi dell’Unione, lamentano la rigidità del Patto di Stabilità e Sviluppo. Questi gentiluomini affermano la necessità inderogabile di allentarne i vincoli per permettere una migliore gestione della fase attuale che (contrariamente alle previsioni) è di crisi.

Tra le proposte del movimento No global, la Tobin Tax ha senz’altro un posto d’onore, tanto che esiste un’associazione internazionale che si pone lo scopo di vederla applicata (Attac) che nei mesi scorsi si è impegnata nella raccolta di firme anche in Italia.

La campana suona per la Fiat?

La crisi della Fiat è ormai di pubblico dominio. Già l’entrata della General Motors un anno fa costituiva un chiaro segnale di difficoltà. Anni fa era stato proprio Gianni Agnelli a coniare la famosa battuta: "Nel mercato non esistono le fusioni: c’è chi compra e chi viene comprato". Chissà cosa pensa oggi lo spiritoso Avvocato.

Profitti, oleodotti e mazzette

In questi mesi abbiamo assistito al più colossale fallimento aziendale della storia. È una vicenda da cui si possono trarre molte lezioni e ci ricorda la fragilità su cui poggia l’attuale "ordine mondiale".

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