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  L'autunno del malcontento per Gordon Brown
 
Ad agosto i dipendenti della metropolitana di Londra hanno votato a favore di un pacchetto di scioperi relativo a mansioni e condizioni di lavoro. Il voto è stato in larga misura favorevole allo sciopero, con 1369 sì e 70 no.

 Dal sito In Defence of Marxism

I lavoratori sono stati posti di fronte alla minaccia della perdita di posti di lavoro e di una riduzione delle pensioni dopo che Metronet, su cui ricade la responsabilità di gestione di nove linee della metropolitana di Londra, è stata commissariata lo scorso giugno. I lavoratori chiedono garanzie affinchè non ci siano ricadute sull’occupazione. Poiché queste garanzie non sono state concesse, i lavoratori sono entrati in agitazione durante le consultazioni di luglio ed hanno iniziato uno sciopero di tre giorni, che ha riscosso – secondo tutti i resoconti – un successo enorme.

L’astensione dal lavoro ha avuto un impatto molto forte sulla vita economica di Londra. Alcuni analisti hanno stimato che il costo per l’ economia londinese sia ammontato a 50 milioni di sterline al giorno. Molte aziende di Londra hanno si sono trovate nella situazione in cui i dipendenti non riuscivano ad andare al lavoro o arrivavano con notevole ritardo, provocando un danno notevole alle loro attività. Ieri è stato annunciato, a 30 ore dall’inizio, la fine dello sciopero dopo che l’azienda si è dichiarata disposta a negoziare, ma in caso non emerga niente di concreto da queste trattative la prossima settimana potrebbero riprendere le proteste.

Metronet nasce dall’iniziativa della società “Metropolitana di Londra”, a partecipazione pubblica e privata – indicata di solito con la sigla PPP. È stato fuori un fallimento ed è emblematico dell’intero progetto delle PPP, un cavallo di battaglia di Blair. Il segretario generale dell’RMT (sindacato che organizza soprattutto i macchinisti della metropolitana, ndt) Bob Crow ha aggiunto: “i nostri membri hanno detto all’ unisono che non sono disposti a pagare il fallimento della PPP con perdite di posti di lavoro, trasferimenti e tagli alle pensioni”. Ha aggiunto che “Quello che i nostri membri vogliono è essre inquadrati in una struttura del settore pubblico, perché questo è l’unico modo in cui i loro posti di lavoro e le loro pensioni possono essere protetti”. Il segretario generale della TSSA (Associazione dei lavoratori dipendenti dei trasporti, ndt) ha detto: “Gli azionisti della Metronet riusciranno a tirarsi fuori dal fallimento della PPP ma è ai nostri rappresentati che si chiede di pagare il conto con perdite di posti di lavoro, trasferimenti e tagli alle pensioni”.

Alla fine di agosto il primo sciopero nazionale delle guardie carcerarie in Galles e Inghilterra è finito quando il loro sindacato si è detto d’ accordo a riaprire le trattative con il governo riguardo alle retribuzioni. I secondini hanno lottato in modo compatto poiché tutte le 129 carceri a gestione pubblica sono collassate dopo l’ improvviso sciopero di circa 20000 lavoratori. L’Alta Corte ha emesso un’ingiunzione contro l’associazione delle guardie carcerarie (in inglese POA), ma lo stato d’ animo era così combattivo che molti dei suoi membri inizialmente si sono rifiutati di tornare al lavoro. Il POA si era tirato fuori da un accordo anti- sciopero con il governo prima di entrare in azione. Il sindacato diceva che aveva deciso di proclamare lo sciopero senza dare nessun avvertimento preliminare proprio per evitare di subire provvedimenti legali!

Una commissione indipendente per la revisione delle retribuzioni ha consigliato un aumento di almeno il 2,5%. Ma il sindacato delle guardie carcerarie, che ha 28000 membri, ha affermato che questo valore è al di sotto dei livelli dell’inflazione perchè la proposta del governo è di introdurla in due fasi.

Questa protesta è stata seguita, all’inizio di settembre, dai poliziotti dei gradi più bassi, che reclamavano il loro diritto di sciopero mentre i rapporti con il governo erano i peggiori degli ultimi 30 anni. Ora la Federazione della Polizia, con 140000 membri, il sindacato dei Vigili del Fuoco e il sindacato delle guardie carcerarie stanno progettando di incontrarsi per discutere una campagna comune riguardo agli aumenti inferiori al tasso di inflazione.

In particolare, la prospettiva di una polizia che rivendichi pubblicamente il diritto di sciopero sarebbe molto imbarazzante per il Primo Ministro dato che questi cerca di contenere la pressione per aumenti salariali. Il governo sta offrendo un incremento del 2,3% ma i poliziotti hanno rilanciato proponendo un aumento del 3,94%, in linea con quanto avviene nel settore privato.

Gli ufficiali di polizia non solo non possono fare scioperi ma neppure discutere di questa eventualità. Ma nei mesi scorsi in una votazione a scrutinio segreto dei poliziotti non graduati c’è stato un voto schiacciante per esaminare la possibilità di esercitare un’azione di “lobbying” a favore del pieno diritto di sciopero nel caso in cui le loro richieste riguardo alle retribuzioni non vengano soddisfatte.

Nel frattempo i lavoratori che si occupano di salute mentale a Manchester hanno aperto un conflitto riguardo alla sospensione di una dipendente iscritta al sindacato. Karen Reissmann, un’ infermiera psichiatrica e delegata sindacale, è stata sospesa a giugno con l’accusa di aver messo in cattiva luce l’amministrazione. La verità è che i capi dell’ NHS (sistema sanitario nazionale, ndt) l’hanno scelta come bersaglio perchè aveva parlato contro i tagli ai servizi. Uno sciopero di 3 giorni è già stato organizzato mentre un altro è in preparazione.

Contemporaneamente tre sindacati rappresentativi degli scienzati nucleari e dei tecnici che si occupano dei principali programmi di smantellamento delle centrali atomiche hanno recentemente minacciato uno sciopero per la prima volta negli ultimi 25 anni. Stavolta non è stato necessario scioperare. La sola minaccia di uno sciopero da parte di questo settore ha portato il governo a concedere un aumento del 3,99%, ben al di sopra del tetto massimo del 2% stabilito dal governo per i dipendenti del settore pubblico. L’ accordo è stato definito dai leaders sindacali come “il miglior accordo salariale nel settore pubblico di quest’anno”. Quest’anno ci sono stati anche due giorni di sciopero da parte di 113000 dipendenti pubblici.

Tutto questo mette in luce un crescente stato d’animo di combattività nel settore pubblico e sembra sempre più probabile che Gordon Brown sia in rotta di collisione con questo settore della classe operaia. Brown ha insistito che non taglierà le retribuzioni nel settore pubblico. La sua posizione è: “siamo riusciti a contrastare l’inflazione e ad avere un’economia stabile grazie al rigore negli stipendi negli ultimi 10 anni. Questa disciplina salariale deve andare avanti”.

La prossima settimana il TUC (organizzazione del sindacato inglese, ndt) celebrerà il suo congresso a Brighton ed è stato lanciato un appello ai delegati affinchè non accettino il tetto del 2% negli aumenti degli stipendi del settore publico. Questi sviluppi mettono in luce il malcontento che cresce nel settore pubblico riguardo ai livelli salariali mentre i sindacati minacciano  un’“autunno di malcontento”, come ormai è noto,per Gordon Brown.

Ci sono segni sempre più evidenti che questo stato d’animo potrebbe diffondersi anche al settore privato. n esempio è lo sciopero all’impianto di imbottigliamento della Coca – Cola a Milton Keynes, dove oltre 140 lavoratori aderenti al sindacato hanno scioperato lunedì, per la terza volta in quest anno. Ancora una volta, lo scontro ruota attorno ai livelli salariali. L’azienda ha offerto un aumento del 2,5% che è lo stesso aumento che la compagnia ha proposto negli ultimi quattro anni. Ma i lavoratori non sono soddisfatti perché questo valore è inferiore al tasso di inflazione e vuol dire in pratica che ci sarà una diminuzione dei salari reali. Stanno chiedendo un aumento in linea con l’ inflazione e non inferiore al 3,8%.

I pochi esempi descritti sopra indicano che lo stato d’animo dei lavoratori inglesi sta cambiando. Sta diventando più combattivo. Stanno arrivando al limite della sopportazione e ciò si esprime in scioperi molto battaglieri.

Questo avrà importanti effetti nell’ intero scenario politico della Gran Bretagna. Per la classe dominante l’utilità di un governo guidato dal Labour consiste nella sua utilità nel tener lontana la classe operaia dalla lotta. Da questo punto di vista il Labour Party ha sempre avuto un vantaggio sui Tories per i suoi rapporti con i sindacati. I leaders sindacali, e la classe operaia nel suo complesso, vede il governo del Labour come il “proprio” governo, dal quale è disposta accettare quello che non acceterebbe mai dai Tories, diretti rappresentanti dei padroni.

Comunque tutto questo non potrà durare all’ infinito. I lavoratori possono ingoiare molte cose ma la loro pazienza ha un limite ed in Gran Bretagna questo limite si è già raggiunto. Se l’attuale ondata di vertenze sindacali continua, la classe dominante britannica comincerà a ripensare il proprio rapporto con i dirigenti del Labour Party, e con Gordon Brown in particolare. Quello che è al centro del dibattito non è la fedeltà di Gordon Brown al capitalismo, ma la sua capacità di portare dei risultati! Un nuovo periodo si sta aprendo in Gran Bretagna.


6 settembre 2007

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