Breadcrumbs

Fallisce la gestione mista pubblico-privato


Lo scorso agosto i lavoratori della metropolitana di Londra hanno votato massicciamente a favore di intraprendere azioni di lotta per migliorare le condizioni di lavoro. A favore dello sciopero hanno votato 1.369 lavoratori, 70 i contrari.

 

La lotta è stata decisa per protestare contro la perdita di posti di lavoro e la riduzione delle prestazioni pensionistiche. Lo sciopero di tre giorni è stato un successo enorme. Ha avuto un grosso impatto sulla vita economica di Londra, alcuni hanno calcolato che sono stati persi 50 milioni di sterline al giorno.

Dopo 30 ore lo sciopero è stato interrotto in quanto l’azienda era pronta a sedersi al tavolo delle trattative. Il sindacato dei macchinisti dei treni, L’Rmt ha reso chiaro che se non si otterrà nulla di concreto, è pronto a convocare un nuovo sciopero a breve termine.

I problemi per i lavoratori sono iniziati quando Metronet, la società creata nel 2000 per gestire ed ammodernare nove linee della metropolitana ha dichiarato fallimento avendo accumulato perdite di bilancio per oltre 1,2 milioni di sterline. I lavoratori sono giustamente preoccupati per le conseguenze di questa situazione finanziaria sull’occupazione. Il segretario generale del Rmt, Bob Crow, ha dichiarato: “Quello che vogliono i nostri iscritti è essere trasferiti ad una struttura di proprietà pubblica, l’unico modo in cui possono essere garantiti posti di lavoro e pensioni”.

Il fallimento di Metronet rappresenta il fallimento del progetto di “partnership pubblico privato” sostenuto da Blair, vale a dire l’entrata da parte dei privati nel settore pubblico, che non si è fermata solo ai trasporti ma si è estesa anche alla sanità e ad altri servizi essenziali.

I mass media ed i vertici del Labour Party hanno bollato questo sciopero come “politico”, scandalizzati dalla radicalità e dalle “richieste impossibili” dei macchinisti. In realtà questo è uno dei settori più avanzati della classe operaia inglese che ha il merito di opporsi per primo attivamente alle privatizzazioni.

Altri settori sono scesi in lotta. Ventimila guardie carcerarie hanno scioperato per la prima volta nella loro storia alla fine di agosto. La magistratura ha imposto il ritorno al lavoro ma il grosso dei lavoratori ha continuato la lotta. Sono stati seguiti all’inizio di agosto dagli agenti di polizia, che rivendicavano il diritto di sciopero. Ai poliziotti non solo è impedito di scioperare, ma perfino di parlarne. Ambedue i settori chiedono aumenti salariali superiori all’inflazione.

Altre vertenze sono scoppiate tra i tecnici delle centrali nucleari, a livello locale nel settore sanitario ed altro ancora.

Tutto ciò dimostra la combattività crescente dei lavoratori soprattutto nel settore pubblico. È un anticipazione di ciò che succederà nel settore privato. Il governo è determinato a tenere sotto controllo i salari, ma con un’inflazione in crescita, oltre il 3% all’anno, sarà difficile mantenere una stretta sulle retribuzioni come negli anni del governo Blair.

Gordon Brown, appena insediatosi, si trova a fare i conti con un attore che da un po’ di tempo non calcava più la scena da protagonista: i lavoratori. Non se ne libererà facilmente.

Joomla SEF URLs by Artio