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Nel tentativo di frenare le mobilitazioni di massa che da mesi infiammano il paese, e che abbiamo diffusamente trattato nelle edizioni precedenti di FalceMartello, il governo messicano continua ad utilizzare ogni arma, lecita e illecita, per difendere lo status quo.

A fare le spese degli attacchi governativi sono giornalisti, studenti, attivisti politici e sindacali.
Gustavo Alejandro Salgado Delgado è una delle ultime vittime delle efferatezze del narco-governo di Peña Nieto. Dirigente del Frente popular revolucionario, Delgado è sempre stato al fianco dei contadini dello Stato di Guerrero ed ha preso parte alle mobilitazioni per il ritrovamento dei 43 studenti scomparsi della Scuola normale di Ayotzinapa. La sua scomparsa avviene proprio dopo la partecipazione ad un’assemblea del movimento di solidarietà ai 43 desaparecidos. Delgado viene ritrovato alcuni giorni dopo, decapitato e mutilato, nei pressi di un villaggio nello stato di Morelos, punito per il suo scomodo attivismo politico.
Negli stessi giorni, nello stato di Iguala, è stato scoperto un forno crematorio clandestino, con 61 corpi in stato di decomposizione avanzata ancora da identificare: anche in questo caso potrebbe trattarsi di attivisti politici dell’opposizione popolare.
Continuano, inoltre, le provocazioni e le violenze nelle principali università di Città del Messico, il Politecnico e la Unam, ma il movimento studentesco non smette di articolarsi con nuove forme di lotta e protesta e risponde colpo su colpo agli attacchi.
È evidente che queste azioni da parte delle autorità rappresentano l’ultimo tentativo, barbarico e animalesco, con cui il governo di Peña Nieto, pericolosamente minato alla sua base, tenta di salvarsi cercando il sostegno della narco-borghesia messicana.
La speranza di questo governo di corrotti è quella di bloccare i movimenti sociali prima che possano organizzarsi per tentare di dare la spallata definitiva al suo potere.
È chiaro che la miopia borghese non è in grado di comprendere la forza delle masse una volta che queste intervengono sull’arena della storia. Niente può arrestare l’onda rivoluzionaria una volta che questa si è sprigionata. Uccidono un compagno, altri cento sono pronti a sostituirlo!

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