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Il 5 giugno scorso il governo Tsipras non ha versato una rata di 305 milioni del debito sottoscritta con l'Fmi, decidendo di posticipare in un'unica tranche tutti i rimborsi dovuti(1,6 miliardi di euro) . Questa mossa è arrivata dopo che l'Eurogruppo si era lanciato nell'ennesima provocazione nei confronti di Atene.

La Turchia è in una nuova fase. La polarizzazione sociale e politica si sta approfondendo. Il movimento di Gezi Park, due anni fa, è stato una potente anticipazione. Dopo le elezioni legislative, il kurds-celebrate-hdp-election-resultpartito islamista del presidente-padrone della Repubblica Erdogan, Giustizia e Sviluppo (AKP), non ha più la maggioranza assoluta in Parlamento, come si ripeteva dal 2002.

Gli irlandesi hanno votato in modo schiacciante per l’uguaglianza matrimoniale, facendo dell’Irlanda la prima nazione a stabilirla tramite le urne. Questa è una vittoria del futuro sul passato, del giovane sul vecchio, della ragione sull’ignoranza, delle aree urbane che guardano avanti sull’arretrata Irlanda rurale.

podemos naniLa classe dominante spagnola e i suoi rappresentanti politici di destra hanno ricevuto un colpo molto duro che li ha lasciati del tutto sconcertati e perplessi. Prevedono uno scenario da incubo per i loro interessi, con la prospettiva che quattro delle cinque maggiori città del paese, compresa la capitale, Madrid, vengano governate da PODEMOS e forze alleate ad esso.

Bilancio provvisorio delle elezioni locali e regionali


Ada-Colau-nuovo-sindaco-di-BarcellonaLe elezioni comunali e regionali che si sono tenute ieri in Spagna si sono concluse con una schiacciante vittoria della sinistra e una dura sconfitta della destra. Bisogna sottolineare il resultato straordinario delle candidature di “unità popolare”, promosse insieme ad altre forza da PODEMOS, che escono come prime forze della sinistra nelle due città principali del paese: Madrid (con Ahora Madrid) e Barcellona (Con Barcelona en Comú); e anche Saragozza (Con Zaragoza en Común) la quinta città più importante di Spagna.

Almeno 100.000 manifestanti sono scesi in piazza lo scorso 17 maggio con striscioni cremisi e bandiere di tutte le nazionalità. Probabilmente ce ne sarebbero stati di più se il governo macedone non avesse bloccato i pullman di manifestanti che affluivano a Skopje da tutto il paese.

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