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Il documento 2 mi dà un senso di speranza e una  prospettiva di cambiamento del sistema

FM) Ciao Paolo, al congresso di Chianciano avevi sostenuto il documento Ferrero, vorresti spiegare ai nostri lettori la tua decisione in questo congresso di votare invece il secondo documento?

L’adesione al documento 2 è maturata nell’ultimo periodo e si è conclamata dopo aver letto i documenti.

I contenuti del documento 1 offrono la sponda ad una posizione revisionista del marxismo e si pongono oggettivamente su una strada di riformismo dal basso, mettendo in discussione il materialismo scientifico e trasformando il comunismo da teoria scientifica ad ideologia.

Rimane oscuro nel documento 1 il concetto di “comunismo di società”, così pure manca totalmente la capacità di comprendere  la decadenza dei partiti verso una deriva lobbistica.

Il ruolo del Pd si è ormai autoaffermato come grande azionista della borghesia moderata.

Al contrario nel documento 2 si afferma, senza se e senza ma, la nostra alterità strategica nei confronti del Pd; oggi essere anticapitalisti significa costruire un progetto di classe con un partito di classe.


FM) La federazione di Genova negli ultimi due, tre anni ha dato grande importanza all'intervento nei luoghi di lavoro, quali i risultati di questo intervento?

Le nostre energie si sono concentrate nel mondo del lavoro e nel mondo del precariato; siamo stati costantemente davanti ai cancelli della Fincantieri e di altre fabbriche, ciò ci ha consentito di fondare il circolo del Prc dell’industria.

In altre situazioni (trasporto pubblico, asili nido, ditte esternalizzate, etc.) siamo stati credibili  e visibili con le nostre proposte, costituendo Comitati e Collettivi di lotta.


FM) Leggo dagli atti del Seminario dello scorso novembre "Un'altra Genova è Possibile" che il partito ha sviluppato un intervento collettivo a tutto campo, oltre che sul lavoro, sui beni comuni, la sanità, il welfare, la scuola, l'ambiente, il piano regolatore e urbanistico della Città. Che bilancio fai del seminario e più in generale dello stato del partito a Genova?

Sono orgoglioso del seminario dell’ottobre scorso, perché siamo stati capaci di produrre molti approfondimenti costruendo una nostra idea di città attraverso un programma organico.

In questa occasione di discussione e confronto è maturata la possibilità di un salto di qualità del partito, dando coesione e forza alle nostre idee.


FM) E sul partito nazionalmente?

Voglio essere ottimista: il tema del congresso di Chianciano era sostanzialmente quello di salvare il Prc; oggi, dopo 3 anni, possiamo dire che, da questo punto di vista, ci siamo riusciti.

Sono evidenti, d’altro canto, le difficoltà del partito nel costruire un nuovo rapporto con i movimenti ed una centralità d’intervento sui luoghi di lavoro.

Vengono citate nel documento 1 sia la conferenza di Carrara, sia altre conferenze organizzative, tuttavia non mi pare che il partito sia cambiato molto. Faccio un piccolo esempio: nelle giornate del luglio 2011 a Genova siamo stati tra i protagonisti attivi  sia in termini politici che organizzativi (vedi corteo del 23 ). A parte i Giovan* Comunisti, è mancata la presenza del partito nella sua coralità; ho invece notato positivamente la presenza del giornale Liberazione.

FM) Il comitato politico federale di Genova del 13 ottobre scorso, sì è spaccato esattamente a metà (20 adesioni al primo documento, 19 al secondo). Cosa rappresenta questo voto per certi aspetti sorprendente?

Questo voto rappresenta il lavoro e la svolta politica che mi sono assunto in qualità di segretario. Ho centrato il lavoro politico sui programmi, sulle iniziative, sforzandomi sempre di esprimere coerenza e lealtà.

Pomigliano, la FIAT e le lotte operaie in genere mi hanno insegnato a stare dentro i conflitti sociali e lontano dalle burocrazie sindacali; abbiamo inoltre sviluppato il nostro lavoro politico sui problemi della città ed è anche per questo che siamo rispettati sia dai movimenti ambientalisti, sia dal mondo del lavoro, sia da settori della cittadinanza attiva (ad esempio il comitato per l’acqua pubblica).


FM) Immagino che ti sarai sentito con il segretario nazionale quando hai deciso di sostenere il documento alternativo. Cosa vi siete detti, se posso chiedere?

Con Ferrero non abbiamo avuto occasione di sentirci; devo però aggiungere che nelle occasioni precedenti l’atteggiamento e il comportamento sono sempre stati da parte sua rispettosi delle autonomie dei singoli e degli organismi dirigenti locali.

Voglio così concludere: il documento 2 mi dà un senso di speranza e mi fa intravedere una  prospettiva di cambiamento del sistema.

 

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