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Lunedì mattina, 23 maggio, ancora prima che l'amministratore delegato di Fincantieri, Bono, abbia finito di esporre a Roma i contenuti del piano industriale, in fabbrica si capisce che i progetti dell'azienda sono decisi: chiusura totale e definitiva del cantiere di Genova Sestri Ponente e di Castellammare di Stabia e forte ridimensionamento del cantiere di Riva Trigoso, nel levante ligure.

Nella giornata di lunedì 9 maggio si è tenuto il Comitato Centrale della Fiom-Cgil. La riunione era stata richiesta da diversi dirigenti della Fiom per avere un chiarimento sulla vertenza Bertone, dal momento che, a differenza di quanto accaduto per le vicende di Pomigliano e Mirafiori, non si erano mai riuniti gli organismi dirigenti del sindacato (Segreteria nazionale compresa) per affrontare una questione così importante e carica di valenza generale.

Giudichiamo un errore la decisione dei compagni della Rsu Bertone di dare indicazione per il Sì al referendum imposto da Marchionne, sottoscrivendo successivamente l’accordo. Una decisione che è stata presa in consulta con la segreteria nazionale, che si è assunta la responsabilità di non rispettare nella sostanza il mandato che gli era stato affidato dal Comitato centrale.

Alla Piaggio di Pontedera nelle scorse settimane si è consumata una vertenza che ha visto contrapposti da un lato non solo gli apparati di Fim e Uilm, ma purtroppo anche quello della Fiom, e dall'altro la maggioranza della Rsu Fiom. Lo diciamo subito e senza mezzi termini: siamo stati e siamo al fianco dei delegati Rsu Fiom Piaggio contrari all'accordo (di cui potete vedere un comunicato in calce a questo articolo)perchè crediamo che abbiano ragione da vendere!

Pubblichiamo l'intervento di Annamaria Dente, membro del Direttivo della Fiom-Cgil della Basilicata, al comizio conclusivo della manifestazione regionale che la Fiom ha tenuto in Basilicata in occasione dello sciopero nazionale dei metalmeccanici.

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Vorrei iniziare il mio intervento ringraziando davvero i lavoratori di Mirafiori, perchè con il loro voto, con il loro coraggio hanno insegnato a tutti noi una lezione importantissima: e cioè che i diritti e la dignità non hanno prezzo e non si scambiano con nulla al mondo! Ci hanno insegnato che ai ricatti non ci si deve sottomettere, ma si deve alzare la testa e andare fino in fondo nella lotta per i nostri diritti!

Per questo, da lavoratrice che non è dipendente della Fiat, dico fermamente che se qualcuno pensa che questo sciopero generale sia uno sciopero di solidarietà si sbaglia di grosso! Questa lotta è una lotta che riguarda tutti i lavoratori di tutte le categorie!

Perchè quando il più grande gruppo industriale del paese, in un solo colpo, fa carta straccia di diritti democratici sanciti dalla costituzione, di leggi come lo statuto dei lavoratori e dei contratti nazionali e aziendali noi siamo di fronte ad un attacco generalizzato che mette in discussione i diritti democratici non solo in fabbrica ma anche fuori dalla fabbrica. Bisogna chiamare le cose con il proprio nome e quindi dire che l’accordo di Mirafiori impone il fascismo nelle aziende. Quando non si può scegliere a quale sindacato iscriversi, quando non si possono eleggere propri delegati sindacali, quando non si può alzare la testa e scioperare ma l'unica cosa che si deve fare è lavorare e ubbidire, di cosa stiamo parlando se non di fascismo?!

Se passa il concetto per cui ogni azienda può fare come sta facendo la Fiat e cioè creare una Newco e obbligare tutti i lavoratori ad essere assunti alle condizioni che dice lei senza rispettare leggi e CCNL, ciò significherà instaurare la legge della giungla. A quel punto, al peggio non ci sarà più fine per le condizioni salariali e normative dei lavoratori.

Ci dicono che la Fiom è rimasta al 900, ma questi mascalzoni di padroni ci vogliono far lavorare alle condizioni dell'800!! Anche ieri altri 3 operai sono morti sul lavoro. Uno di essi proprio qui in Basilicata a Policoro. Ecco qual'è il futuro che i padroni vogliono per noi! Continuare a morire in fabbrica mentre lavoriamo come schiavi per mille euro al mese!

Per questo occorre dire basta! E occorre reagire immediatamente! La partecipazione in massa a questo sciopero è una prima risposta importantissima. Ma da sola non basta! È compito di ciascuno di noi organizzare la rivolta in tutte le fabbriche contro l’instaurazione di questo nuovo schiavismo!

Se qualcuno pensa che tra i lavoratori non ci sono le condizioni per lottare sbaglia di grosso! perché lo straordinario risultato del voto a Mirafiori, in cui tra gli operai ha vinto il NO, dimostra proprio il contrario! Dimostra che la dignità e i diritti vengono prima di qualsiasi ricatto, e quel voto dimostra che si sbagliava di grosso chi diceva, anche in CGIL, che l’accordo di Mirafiori rappresentava una sconfitta per la FIOM. Da questo voto la Fiom esce ulteriormente rafforzata in termini di consenso e di autorità tra i lavoratori e nella cosiddetta “società civile”! Questa è la verità!

E concludo dicendo alla Cgil, al segretario Generale Camusso che ieri alla manifestazione della Fiom a Bologna non ha detto una sola parola su questo io dico: “ La Cgil deve dichiarare lo sciopero generale di tutte le categorie e deve far saltare tutti i tavoli di trattativa a cui partecipa” primo tra tutti quello sulla produttività! Dobbiamo essere noi a far saltare il banco! Deve essere la classe operaia a riprendere la parola e a dettare le sue condizioni!

 

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