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Tra le tante cose di cui va orgoglioso (in primis la devastazione dello statuto dei lavoratori), Renzi sembra particolarmente soddisfatto che il piano di liquidazione di quello che rimane del patrimonio pubblico di questo Paese proceda a tappe serrate.

Secondo i dati del Corriere Economia del 16 marzo siamo a metà strada: privatizzato il 5% dell’Enel, il 35% di RayWay (iniziativa particolarmente allettante, visto che si tratta della società della Rai proprietaria dei ripetitori), il 27% di Fincantieri e il 40% delle proprietà, ancora in capo alla Cassa depositi e prestiti, delle società elettriche e del gas, Terna e Snam.

Chi è già pronto a mettere le mani sulle Ferrovie dello Stato, dovrà invece aspettare un anno e poi potrà accomodarsi al banchetto dove troverà il 40% del traffico merci, il traffico regionale e l’alta velocità, gli immobili, la logistica, la rete di comunicazione e soprattutto quella dei binari.

E i treni? Nessun problema! Quelli li mette Ansaldo Breda, che ha appena prodotto il nuovo Freccia 1000, e che è stata ceduta al 100%, insieme al 40% di Ansaldo Sts, per 1,85 miliardi di euro, alla giapponese Hitachi (che già produce locomotive e
treni multifunzionali).

Ansaldo Breda e Ansaldo Sts (holding finanziaria e capogruppo del settore, azienda leader mondiale nella realizzazione di sistemi di segnalamento per il trasporto ferroviario e metropolitano) rappresentavano il gruppo ferroviario di Finmeccanica dove è da poco approdato Mauro Moretti.

L’ex segretario della Cgil Trasporti (negli anni ’90), dopo le decine di migliaia di licenziamenti nelle Ferrovie ora è chiamato alla stessa opera nella nuova società di cui è stato messo a capo. Ed ha già cominciato dalla Selex Es (società leader nell’elettronica e nell’It per i sistemi di difesa aerospaziali) di cui, dal 2013 a oggi, ha già chiuso 27 sedi, con 1.200 licenziamenti.

Suggestivo, se non fosse surreale, il servizio trionfalistico del Tg1 Economia sulla privatizzazione di Ansaldo, andato in onda il 4 marzo scorso con l’intervista al capo di Hitachi in Europa, un gongolante Alistair Dormer, che ha visitato lo stabilimento di Pistoia di Ansaldo Breda, dove si stanno producendo gli ultimi modelli del Frecciarossa.

L’intervistato, mentre pronuncia le parole “il Frecciarossa è fantastico”, proprio non ce la fa a nascondere il suo sorriso a quattro ganasce per il bendidio sul quale, per due lire, il suo gruppo stava mettendo le mani e per i nuovi contratti che Ansaldo Breda si appresta a chiudere.

Hitachi ha già preannunciato i primi esuberi. Tra gli investimenti previsti è già escluso lo stabilimento di Palermo, dove l’occupazione è garantita solo per tre anni, mentre 130 sono gli esuberi tra Napoli, Pistoia e Reggio Calabria.

Con la privatizzazione di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts prosegue lo smembramento di Finmeccanica, un gruppo che nel 2014 ha fatto registrare un totale di 16 miliardi di ricavi (1,7 nel settore difesa).

Ansaldo Sts ha chiuso il 2014 con un reddito operativo in crescita del 6,4%, mentre Ansaldo Breda nel 2014 ha avuto un rosso di 525 milioni di euro, che sono stati completamente ripianati da Finmeccanica. Ora, un’azienda che ha contratti e una produzione strategica nel settore ferroviario, viene svenduta (dopo che lo Stato ha appianato i debiti) ad un’azienda come Hitachi che, non a caso, ne fa uno dei perni fondamentali attorno a cui far ruotare il progetto di essere il primo costruttore nel settore, superando Bombardier, Siemens e Ashton.

Il solito cocktail delle privatizzazioni è servito: profitti per le multinazionali, svendita del patrimonio pubblico e licenziamenti.

Finisce qui? No! Renzi già si sfrega le mani, e con lui le multinazionali cinesi e giapponesi, a pensare che è da poco arrivata a destinazione anche la privatizzazione del 40% di Ansaldo Energia.

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