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Il 20 e 21 marzo scorsi si è tenuto a Lahore il congresso di The Struggle, il gruppo pakistano della Tendenza Marxista Internazionale.

 Sintesi degli articoli comparsi su marxist.com

Una settimana prima dell'assise congressuale, la seconda città del Pakistan era stata insanguinata da tre attentati che avevano fatto decine di vittime. Le misure di sicurezza erano dunque molto forti nella Awan-e-Iqbal Hall, la grande sala che ha accolto 2 183 compagni nei due giorni del congresso – un risultato di partecipazione eccellente, ancor più per un Paese povero come il Pakistan. Questa cifra è la più alta nella storia pluridecennale di The Struggle, organizzazione attiva come ala sinistra del Partito del Popolo del Pakistan (PPP). Nessun partito comunista in Pakistan ha raggiunto dimensioni ed influenza comparabili.

Erano presenti compagni da tutte le zone del Pakistan: da Karachi, dal Sind, dal Baluchistan, dal vasto Punjab, dal Kashmir conteso con l'India, dal Pukhtoonhua (ex Frontiera del Nord-Ovest) e anche dalle zone tribali (Waziristan, Dera Ismail Khan) dove infuria la guerra tra i talebani e l'esercito regolare.

 

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 La sala piena di delegati

Da Karachi, la maggiore metropoli del Pakistan e il centro più importante per una organizzazione rivoluzionaria, erano presenti lavoratori delle acciaierie, delle poste, delle ferrovie e della centrale elettrica, quadri operai che sono stati temprati nella lotta contro i fascisti del partito etnico-religioso MQM. Merita di essere citato anche il compagno Fazal-e-Qadir, leader dei lavoratori delle ferrovie di Peshawar, che è intervenuto nel dibattito. The Struggle dirige la Campagna per la Difesa dei Sindacati Pakistani (PTUDC) che rappresenta un'importante piattaforma sindacale per migliaia di lavoratori.

Non mancavano però compagni impegnati sul terreno giovanile, come Amjad Shahsawar, presidente del JKSNF, principale organizzazione dei giovani del Kashmir, guidata dalla tendenza marxista The Struggle. Nel suo intervento Amjad ha sottolineato come l'unica soluzione alla questione del Kashmir sia una rivoluzione perlomeno subcontinentale che coinvolga sia l'India sia il Pakistan.

Assistevano al congresso anche ospiti internazionali: Alan Woods, leader della Tendenza Marxista Internazionale, che ha introdotto la discussione sulle prospettive mondiali, ed Emanuel Tomaselli, della tendenza marxista austriaca Der Funke.

95 compagne erano presenti al congresso, una cifra che è molto significativa in un Paese come il Pakistan dove l'oppressione delle donne – e in particolare delle donne della classe operaia – è spaventosamente acuta. Ha un grande valore politico il fatto che proprio una di loro, la compagna Rehana dal Kashmir, abbia aperto ufficialmente il congresso.

Dopo la discussione delle prospettive mondiali, l'ordine del giorno ha previsto una discussione di prospettive per il Pakistan, introdotta dal compagno Paras Jam e chiusa dal compagno Lal Khan, principale dirigente di The Struggle e veterano della lotta contro le dittature militari in Pakistan fin dai tempi del golpe del generale Zia (1977) contro il governo del PPP guidato da Zulfiqar Ali Bhutto (il padre di Benazir Bhutto, assassinata in un attentato il 27 dicembre 2007). La prima giornata si è chiusa dividendo il dibattito in tre gruppi di lavoro: commissione sindacale, commissione giovanile e commissione femminile.

Nella seconda giornata, si è discusso del marxismo e del lavoro nelle organizzazioni di massa, un tema molto importante per The Struggle che opera come ala sinistra del PPP, partito oggi al governo, partito in cui convivono una dirigenza vicina alla borghesia e una tradizione di militanza operaia e di sinistra legata all'esperienza rivoluzionaria del 1968-'69. E' seguita una discussione organizzativa introdotta dal compagno Adam Pal; in quella discussione si è annunciato il superamento della soglia dei 2 500 membri di The Struggle e si sono elencati i successi della tendenza marxista nel Paese: giornali pubblicati in urdu, in inglese, in persiano e in sindhi, inclusa la rivista del JKNSF Azam, 40 uffici in tutti i centri più importanti del Pakistan. La sezione pakistana della Tendenza Marxista Internazionale è un'organizzazione trotskista di grande rilievo nel panorama politico asiatico.

Come in tutti gli eventi di questo tipo in Pakistan, non sono mancati momenti di espressione artistica come lettura di poesie e canti, tra cui naturalmente il canto dell'Internazionale in urdu e altri idiomi.

Questo è avvenuto in un momento politico molto delicato. Dopo l'uccisione di Benazir Bhutto, in un clima di mobilitazione di massa attorno al PPP, le elezioni hanno comunque scalzato dal potere la destra e consegnato il governo ad Asif Ali Zardari, vedovo della Bhutto. Questo governo è nato sull'onda di enormi aspettative da parte dei lavoratori, dei disoccupati e dei contadini del Pakistan, ma le speranze che ha suscitato sono infrante giorno dopo giorno dalla politica capitalista e filoamericana del governo del PPP. Mentre il governo si appresta a riprendere le privatizzazioni che si erano quasi arrestate di fronte all'opposizione popolare negli anni della dittatura del generale Musharraf, secondo gli interessi degli USA e delle altre potenze occidentali, a cui peraltro il Pakistan offre appoggio nella sporca guerra d'Afghanistan, le condizioni delle masse sono disperate. Ogni giorno 20mila pakistani scendono sotto la soglia di povertà e vanno ad ingrossare le file di un esercito di affamati e disoccupati. I prezzi delle merci basilari necessarie alla sopravvivenza continuano a crescere, mentre il Paese è messo in ginocchio dai continui black-out contro i quali esplodono proteste durissime. La restaurazione dei diritti democratici dopo la fine della dittatura militare di Musharraf sembra una crudele presa in giro a milioni di lavoratori e giovani.

In questo contesto, la presenza della tendenza marxista nel PPP è una spina al fianco di Zardari e della classe dominante. Non è un caso se si siano intensificati gli attacchi contro The Struggle e la Tendenza Marxista Internazionale, incluso il tentativo da parte dell'ala destra del PPP di “comprare” i marxisti partendo dagli individui più esposti alla corruzione legata all'ottenimento di posti di prestigio nella burocrazia del PPP, del governo e dello Stato. Il più clamoroso di questi casi è un ex parlamentare, Manzoor Ahmed, che apparteneva a The Struggle, che Zardari ha cooptato nell'apparato del partito come sua “copertura a sinistra”; la tendenza marxista tuttavia ha saputo reagire a tentativi distruttivi come questo, potando i rami morti e facendo pulizia al suo interno. Solo in questo modo ha potuto uscire limpida (e addirittura rafforzata!) dalle manovre scissionistiche telecomandate da Zardari.

Lo stato di salute di questa organizzazione si è visto anche nella colletta finale tenuta tra i compagni, nella quale è stato raccolto l'equivalente di oltre 10mila euro, una cifra davvero straordinaria per il Pakistan. Alla fine del congresso, i delegati e i simpatizzanti si sono radunati in piazza con le loro bandiere rosse  per una manifestazione estemporanea contro le privatizzazioni e per il socialismo. La determinazione, l'organizzazione e la coerenza di questi compagni preludono a  nuovi, maggiori successi per le forze del marxismo in Pakistan e in tutto il subcontinente indiano.

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