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Il deputato marxista Manzoor Ahmed guida una manifestazione di massa e lancia lo slogan dello sciopero generale di 24 ore contro la dittatura

Oggi, martedì 13 novembre, ha preso il via la “lunga marcia” organizzata dal Partito popolare pakistano di Benazir Bhutto contro le misure repressive decise dal generale Musharraf.

Sabato 3 Novembre il presidente Pervez Musharraf ha dichiarato di fatto la legge marziale, imponendo lo stato d'emergenza in tutto il Pakistan, sospendendo la Costituzione e sostituendo diversi magistrati della Corte suprema. Questo è il suo secondo colpo di stato dopo aver preso il potere il 12 Ottobre 1999. È una mossa disperata che evidenzia la natura estremamente instabile del regime, che perde sostegno giorno dopo giorno.

Prosegue la lotta contro l’imposizione dello stato d’emergenza decretato da Musharraf

 

Il regime di Musharraf sta reprimendo brutalmente gli avvocati e gli attivisti politici scesi in piazza in questi giorni, per zittire qualsiasi voce che si levi contro la dichiarazione dello stato d’emergenza.

 Le masse risponderanno preparando la rivoluzione
 
Nei mass media fioccano le analisi sui vari fattori che avrebbero portato il Generale Musharraf ad imporre lo stato di emergenza in Pakistan. Uno dei fattori che però viene convenientemente tralasciato è il fermento crescente all’interno della classe operaia, in un momento in cui l’economia pakistana precipita in una delle crisi più profonde della propria storia.

 “La rivoluzione sociale è l’unica via d’uscita” 

Il quotidiano indiano Hindustan Times ha pubblicato un’intervista con Lal Khan nella sua edizione domenicale del 21 ottobre. In questo giornale, che dichiara di essere il più diffuso nel mondo con una tiratura di 35 milioni di copie, Lal Khan difende le idee della rivoluzione socialista.


È ancora vivo il lascito del 1968-69

Le masse pakistane sono scese in piazza in gran numero per ricevere il leader del loro partito, il partito degli oppressi, degli sfruttati, delle masse lavoratrici del Pakistan.

Per domani, 6 ottobre, sono state indette le elezioni presidenziali in Pakistan. L'attuale presidente, il generale Musharraf dovrebbe imporsi facilmente. Poche volte tuttavia una vittoria elettorale ha nascosto uno crisi senza precedenti dello stato e di tutte le strutture sociali di una nazione, come spiega in questo articolo il marxista pakistano Lal Khan.

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