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Resoconto di una lotta

Cari fratelli e sorelle,

desideriamo informarvi sulle attività e sulla propaganda della PTUDC negli ultimi mesi.

La PTUDC è intervenuta in molte lotte e campagne nei settori delle Ferrovie, delle Telecomunicazioni, delle Poste, delle banche, dello zucchero, dell'acciaio, dei fertilizzanti e fra i portuali.

Continua la solidarietà rivoluzionaria nonostante il boicottaggio del governo

 

Fin dai primissimi giorni successivi al terremoto in Kashmir abbiamo informato i nostri lettori riguardo l’intervento che i compagni della Pakistan Trade Union Defence Campaign (Ptudc) e della tendenza marxista “the Struggle” stanno conducendo per alleviare le enormi sofferenze della popolazione della regione. I compagni, duramente colpiti da lutti che hanno riguardato tanti di loro, hanno organizzato ben sei “Carovane di solidarietà rivoluzionaria” dal resto del paese e dall’India, ed organizzato tre “campi di solidarietà rivoluzionaria” nelle principali città del Kashmir pakistano, Muzaffarabad, Rawlakot e Bagh.

I lavoratori possono contare solo sulle proprie forze

 La calamità naturale che ha colpito un mese fa la popolazione di una delle regioni più povere e martoriate del pianeta ha già reclamato un pesante tributo in termini di vittime, ma le sofferenze della popolazione povera del Kashmir, in particolare nella regione occupata dal Pakistan, sono destinate a protrarsi a lungo per l’indifferenza, l’inettitudine e la totale disorganizzazione dimostrata dal regime militare di Musharraf e dalle classi dominanti di India e Pakistan.

 

Tra giovedì 14 e sabato 16 migliaia di militanti, dirigenti e parlamentari della sinistra pakistana e in particolare del Pakistan People’s Party, sono stati arrestati. La Cnn ha parlato addirittura di cinquemila arresti.

Occasione della repressione è stata la decisione del regime di impedire le manifestazioni di benvenuto al leader del Ppp, Asif Ali Zardari, marito di Benazir Bhutto, di ritorno da Dubai.

Dopo la grande vittoria conseguita nel 2002 con l’elezione al parlamento del compagno Manzoor Ahmed la tendenza marxista pakistana emerge sempre più come un punto di riferimento per la sinistra non solo in Pakistan ma anche in India, dove il recente successo elettorale dei partiti comunsiti segna una svolta importante.

La sostituzione del Primo ministro Zafarullah Jamali da parte dell’establishement militare pakistano è stato un duro colpo per il fragile governo che si è formato dopo le elezioni del 2002. Molti non si spiegano perché sia stato allontanato un elemento così docile e sottomesso come Jamali. In realtà questo è il frutto di una lotta feroce fra diversi settori dello Stato e delle classi dominanti.

Nell’ultimo periodo c’è stata una ripresa della violenza in diverse parti del paese. Sono scoppiate delle bombe a Karachi e altre città del Pakistan, e ci sono stati episodi di violenza e scontri interetnici e religiosi. Un’operazione militare è stata lanciata nella zona tribale di Wana, lungo il confine afgano, contro frange di Al Qaeda protette dai clan tribali.

Un grande successo dei marxisti pakistani

Bilancio del 22esimo congresso di The Struggle

Lahore, 26 marzo 2003 - Si è concluso ieri il 22esimo congresso di the Struggle, la tendenza marxista pakistana. Il congresso ha visto una partecipazione senza precedenti sia per numeri che per composizione. 877 compagni hanno affollato l’Alhamra Art Centre, nel centro di Lahore.
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