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La Coca Cola International è uno dei più famosi monopoli al mondo nel settore delle bevande. La compagnia ha ampliato la sua rete commerciale in ogni parte del mondo. La compagnia produce profitti maggiori del PIL di molti tra i cosiddetti "paesi del terzo mondo". Tuttavia, questi enormi profitti si basano sullo sfruttamento dei lavoratori. Al fine di migliorare il suo tasso di profitto, i manager della Coca Cola usano politiche antioperaie e le forze repressive dello stato per attaccare i diritti dei lavoratori.

 

da www.marxist.com

Si è svelato il vero volto dell’amministrazione “labour friendly” (amica dei lavoratori, ndt) , che è disposta ad utilizzare anche la repressione dello Stato per schiacciare i movimenti dei lavoratori. La Coca Cola aveva otto controllate per l'imbottigliamento in Pakistan, ma a metà degli anni '80 li ha riuniti sotto un unico ombrello, per formare la Coca Cola Beverages Pakistan. Questa entità è una società interamente controllata dalla casa madre negli USA fino al 2008, successivamente la Coca Cola Icicek ha ottenuto una quota del 49%. Secondo i dati aziendali impiega oltre 40 000 dipendenti in Pakistan, ma un gran numero di lavoratori lavorano a chiamata giornaliera e con contratti temporanei.

I lavoratori a tempo determinato ricevono salari molto bassi, senza alcuna indennità di malattia e benefit e sono costretti a lavorare più di quanto consentito dalla legge. Nell’azienda i posti di lavoro non sono garantiti e dopo qualche tempo i licenziamenti forzati diventano la regola. Se i lavoratori cercano di protestare contro queste misure, la polizia e le altre istituzioni statali intervengono in soccorso della direzione aziendale. I dirigenti dei lavoratori vengono coinvolti in battaglie legali farsa che durano per anni.

Delusi dalla vertici del loro sindacato, i lavoratori hanno iniziato a lottare per un loro sindacato, che è stato represso duramente dai vertici dello Stato. In paesi come il Pakistan, le istituzioni dello Stato, come i media, la magistratura, i partiti politici, ecc. svolgono il ruolo di marionette dei capitalisti.  Pertanto lo Stato ha giocato un ruolo attivo come mediatore delle gestioni aziendali. Lo abbiamo visto durante le proteste dei lavoratori in Multan, Rahim Yar Khan e Gujranwala.

A Gujranwala ci sono più di 600 lavoratori salariati giornalieri. Hanno paghe molto basse e sono privi di tutti i diritti, come pagamenti degli straordinari, indennità mediche, contributi pensionistici e premi di produzione, ecc.  La loro condizione è simile a quella di schiavi del padrone, poichè il padrone paga una certa somma alla famiglia di questi lavoratori e mantiene i lavoratori al lavoro, come garanzia che quel denaro arrivi alle famiglie. Essi non hanno alcun tipo di contratto, pur lavorando alla Coca Cola. Non hanno nemmeno una settimana di vacanza.

Corteo dei lavoratori Coca cola contro i licenziamenti

Anche i lavoratori a tempo indeterminato non usufruiscono dei benefit collegati, poichè, quando i dirigenti aziendali si trovano davanti ai lavoratori lamentano un deficit aziendale e sostengono che i bonus non possono essere erogati. L'azienda ha licenziato 125 persone  un anno fa e ha previsto di erogare solo una parte irrisoria di liquidazione per la metà dei lavoratori licenziati. Anche tale importo non è stato dato secondo i criteri negoziati dal vecchio Cba (vedi nota a piè dell’articolo). L’azienda ha anche in programma di licenziare più di 133 lavoratori nel futuro prossimo.

Quando gli operai dell'impianto di Gujranwala hanno combattuto contro le politiche della direzione aziendale, sono stati oggetto di vessazioni da parte dei dirigenti. Inoltre, al fine di rompere l'unità dei lavoratori, la stessa direzione aziendale ha diviso i lavoratori in diverse categorie in modo da poter usare la politica del divide et impera. Lavoratori che svolgono le stesse attività stanno lavorando in maniera permanente con contratti o salari giornalieri su tabelle salariali differenti. Inoltre, la direzione ha usato manovre legali per schiacciare il sindacato. Nonostante i lavoratori venissero ricattati ed mobbizzati con sporche tattiche legali la direzione non ha potuto schiacciare il movimento. I sindacati fantoccio sul libro paga dell'azienda hanno anche assunto dei gangster per picchiare i lavoratori.

Il PTUDC (Campagna in Difesa dei Sindacati Pakistani) ha sempre lottato assieme ai lavoratori della Coca Cola. I compagni del PTUDC sono sempre stati fermamente vicini ai lavoratori. Un grande passo in avanti è stato fatto il 7 ottobre 2012, quando il PTUDC ha organizzato una riunione dei lavoratori della Coca Cola da tutto il Pakistan. I lavoratori da Karkachi, Multan, Rahim Yar Khan, Gujranwala, Lahore e di altre città hanno raccontato i loro episodi di attacchi brutali e le loro esperienze più in generale. È stato costituito un comitato nazionale provvisorio che ha presentato un programma di lotta transitorio. Questo incontro ha spinto i lavoratori a lottare uniti. Dopo l'incontro i lavoratori erano stanchi, ma hanno anche ricevuto molta energia da ciò che è stato discusso e concordato.

In seguito, a causa della pressione montata da altri sindacati e dal PTUDC a sostegno di questi lavoratori, la Corte d'Appello è stata costretta ad esprimere un giudizio a favore di un sindacato dei Lavoratori, ma la direzione aziendale ha nuovamente creato degli ostacoli.

I lavoratori chiedevano il riconoscimento del loro sindacato come sindacato titolare del CBA , cosa che era sempre stata negata dalla direzione. I lavoratori continuavano ad essere intimiditi dai sicari dell'azienda ed un referendum sulla rappresentanza sindacale non era all'ordine del giorno.

Di loro iniziativa i lavoratori si sono precipitati al dipartimento del lavoro per chiedere un referendum. Questa volta non sono stati sorpresi dalla parziale apertura del funzionario del ministero del lavoro di Gujranwala. Ancora una volta, sotto la pressione del PTUDC, il funzionario è stato costretto a indire un referendum. Prima di procedere al referendum la direzione ha cercato di corrompere alcuni lavoratori. Ad alcuni leader dei lavoratori sono stati offerti promozioni e bonus extra. Ma essi hanno rifiutato di piegarsi alla politica della direzione e hanno continuato la loro lotta per indire un referendum.

Nonostante tutti gli ostacoli creati dai dirigenti, il 22 gennaio 2013 si è tenuto un referendum. Secondo i risultati ufficiali, su un totale di 352 aventi diritto a votare, hanno votato in 349. In totale il sindacato sostenuto dai lavoratori e dal PTUDC ha ottenuto 188 voti, ossia il 54% dei voti, mentre il sindacato di opposizione è riuscito a raggiungere solo 161 voti. Il leader dei lavoratori Yousuf Sipra è stato eletto Presidente ed il Workers Employees Union (sindacato dei lavoratori dipendenti) è stato dichiarato CBA (vedi nota sotto) degli impianti dell'Unione della Coca Cola di Gujranwala.

I lavoratori hanno reagito con gioia ed hanno ringraziato il PTUDC per l’appoggio dimostrato. Questo è un passo importante sulla strada di quella che sarà lunga guerra. Molte battaglie attendono i lavoratori, che sono uniti e ottimisti riguardo al rovesciamento del sistema capitalista che istituirà una società senza classi. In questa lotta i lavoratori della Coca Cola fanno appello a tutti i lavoratori del mondo per la solidarietà e l'unità.

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NOTA

CBA e leggi sul lavoro in Pakistan

Secondo la legge del Pakistan sono previsti la Contrattazione Collettiva e gli Accordi, ma, come mostra il rapporto, la legge è raramente accolta a meno che non vi sia la pressione da parte dei lavoratori coinvolti.

La legge dice quanto segue:

"Per determinare la rappresentatività del sindacato per le vertenze di lavoro ed ottenere la rappresentanza di tavoli, comitati e commissioni, La legge sulle Relazioni Industriali prevede la nomina di un Agente di Contrattazione Collettiva (CBA).

Il CBA è un sindacato registrato, i cui rappresentanti eletto a scrutinio segreto.  Il CBA ha il diritto di negoziare collettivamente con il datore di lavoro o con i datori di lavoro sugli aspetti connessi al lavoro, alla disoccupazione, alle condizioni di lavoro o a qualsiasi diritto garantito o attribuito ad esso o a qualsiasi lavoratore o ad una norma o a qualsiasi premio o regolamento. I contratti collettivi sono quindi formulati dal CBA. Gli accordi possono contenere elementi quali le strutture dello stabilimento per le attività sindacali e le procedure per la composizione delle controversie collettive tra cui lamentele e procedure disciplinari. Disposizioni sostanziali regolano i termini e le condizioni di lavoro, salari e stipendi, ore di lavoro, ferie e retribuzioni, livello di prestazioni, classificazione di posti di lavoro, licenziamenti, ridimensionamento, indennità di malattia, sistemi pensionistici. Tali accordi, una volta debitamente sottoscritti da entrambe le parti divengono la fonte del diritto. Gli accordi devono sempre essere in forma scritta e devono essere redatti con cura, perchè hanno lo scopo di risolvere le controversie, piuttosto che alimentarle."

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