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Decine di migliaia di persone  sono scese in piazza in Portogallo, sabato 19 ottobre, contro la finanziaria 2014 che include ancora una volta una serie di severe misure volte a far pagare la crisi del capitalismo agli operai, ai pensionati, ai dipendenti pubblici e ai lavoratori in generale.

Il Portogallo è un paese messo completamente in ginocchio dall’austerity. Il tasso di disoccupazione veleggia verso il 20% (il Portogallo è il paese europeo con la disoccupazione più alta, dopo Grecia e Spagna) e della stessa percentuale (un dato impressionante) è l’aumento rispetto all’anno precedente.

In Portogallo, il nuovo ciclo di mobilitazioni operaie e popolari, iniziato nel settembre del 2012 con manifestazioni in larga parte spontanee, e proseguito con decine di scioperi di categorie sindacali, è approdato ad un nuovo stadio di sviluppo con le proteste del 2 marzo.

Il 7 settembre di quest’anno, il primo ministro del governo di destra in carica a Lisbona, ha tenuto un discorso in Tv, prima di una partita della nazionale di calcio portoghese, per annunciare l’aumento del 7% della quota della Tassa sociale unica pagata dai lavoratori e la contemporanea diminuzione del 5% della quota attribuita alle imprese.

La più grande manifestazione della storia del Portogallo o, secondo altre stime, la più grande da quando un milione di persone scesero per le strade di Lisbona, il 1 ° maggio 1974, durante la rivoluzione. Una grande marea umana di centinaia di migliaia di persone, un milione in totale, è scesa nelle piazze di 40 città di tutto il paese, sabato 15 settembre. Questa è stata la risposta del popolo portoghese all'ultimo pacchetto di austerità annunciato dal governo di destra di Passos Coelho il 7 settembre.

Un imponente sciopero generale, accompagnato da manifestazioni di massa, è stata la risposta che il il 24 novembre i lavoratori portoghesi hanno dato al bilancio di austerità proposto dal governo di destra di Pedro Passos Coelho. La troika ha approvato le misure prese nell'ambito del pacchetto di salvataggio, ma ha chiesto ulteriori tagli, in previsione del fatto che l'economia dovrebbe scendere ancora del 3% l'anno prossimo.

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