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Russia

Con quattro primi ministri cambiati nel giro di un anno e due inchieste internazionali per corruzione, fuga di capitali illegali, tangenti e collegamenti con la mafia dei principali personaggi del mondo politico ed economico russo il regno di Eltsin si avvia ad una crisi che avvitandosi su se stessa sta cambiando il rapporto di forze tra i diversi gruppi affaristico mafiosi che controllano il paese e potrebbe travolgere perfino l’incipiente capitalismo russo.

Si riaccende la lotta per il potere

La nomina di Primakov come primo ministro 9 mesi fa, segnava un punto di svolta nella politica russa. In mezzo alla grave crisi borsistica e ad un’inflazione che tornava a superare il 1000% annuo la cricca di capitalisti che ha fatto il bello e il cattivo tempo attorno a Eltsin era costretta a tirarsi indietro e a lasciare il governo ad un uomo come Primakov, che ricevette l’appoggio dei comunisti di Ziuganov e creò delle aspettative quando promise di "mettere ordine nell’economia" e pagare gli stipendi arretrati.

Scrivevamo allora che dopo questo primo scacco a Eltsin ci si poteva aspettare una svolta nella politica economica ed estera. Sempre più si sarebbero messe in discussione le ricette del Fmi e degli Usa colpevoli di aver provocato una crisi colossale mentre una minoranza diventava miliardaria. Ci si poteva aspettare anche un tentativo di consolidare l’economia russa con misure protezioniste in alcuni settori e un maggior interventismo dello Stato. Nel campo della politica estera era prevedibile un’aumento delle posizioni "antioccidentali" e anti-Usa in particolare. Un ritorno ad una visione geopolitica basata sullo sciovinismo grande russo.

 

Russia: Eltsin al capolinea

Illusioni nel capitalismo

 

 
Questa frazione della borghesia russa, rappresentata politicamente da Gajdar, Chubais, Yavlinsky e da tutti gli altri fanatici del liberismo e delle privatizzazioni, poté impadronirsi del potere sulla base del tracollo economico e sociale degli ultimi anni di esistenza dell’Urss.

 

L’effetto devastante del crack delle Borse sull’economia russa

 

 

Da alcuni mesi a questa parte, il messaggio dei giornali russi era unanime: i tempi bui stavano per finire. Era finito il crollo che aveva quasi dimezzato l’economia del paese dal 1990. Stava per iniziare un periodo di crescita.

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