Breadcrumbs

Non siamo “ballerine” ma studenti in lotta


Venerdi 26 Marzo, in occasione dello sciopero generale, anche a Reggio Emilia il Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp) ha partecipato alla manifestazione indetta dai sindacati.

Consapevoli di come gli attacchi alla scuola pubblica e al diritto allo studio procedano sempre a braccetto con più ampie politiche di smantellamento dello stato sociale, come Csp ci siamo mobilitati a fianco dei lavoratori contro le politiche di questo governo.

Durante la preparazione del corteo abbiamo distribuito volantini in cui si spiegava come “il modo in cui le lotte sono state organizzate in questi anni si è rivelato inutile e disastroso a causa della mancanza di organizzazione e mancanza di contenuti politici. La dimostrazione chiara di questo è data dal modo in cui vengono organizzati gli spezzoni studenteschi: dietro ad un sound system, senza rivendicazioni, senza slogan, si riducono ad una enorme carnevalata dove gli studenti vengono portati a spasso per le vie della città. Il Csp rifiuta questo modo di organizzare le manifestazioni degli studenti ed invita a boicottare queste “Rio de Janeiro” fuori stagione proponendo un proprio spezzone con parole d’ordine e slogan rivendicativi. Anche l’immagine che un corteo dà all’esterno ha la sua importanza e gli studenti non sono ballerine da accodare ad un camioncino.”

Alla manifestazione i vari sound system della Sinistra Giovanile e del centro sociale non si sono visti, probabilmente per il mal tempo (che brutto ballare sotto la pioggia battente!) o, per quanto riguarda la Sinistra Giovanile, a causa di impegni ritenuti più importanti, come la preparazione delle elezioni amministrative del proprio partito.

Il Csp, essendo l’unica organizzazione studentesca presente alla manifestazione, è riuscito a riunire tutti gli studenti presenti quella mattina in un unico corteo e, attraverso slogan di grande impatto, a farsi portavoce delle loro proteste.

Anche la stampa locale ci ha riservato un po’ di spazio parlando, sul giornale uscito il giorno seguente, dello striscione (“Anche l’operaio vuole il figlio dottore”), citando alcuni cori (“Le nostre scuole non sono aziende: la scuola pubblica non si vende”; ”I soldi per la scuola si devono trovare tagliando la spesa militare”) e con qualche foto.

Sicuramente a Reggio Emilia siamo riusciti a creare un buono spazio su cui lavorare (anche se, per ora, solo con gli studenti medi) e a spianarci il terreno per il prossimo anno scolastico. Non dobbiamo crearci illusioni, la strada è ancora per la maggior parte in salita, ma le possibilità sono enormi. La tanta voglia di lavorare, la buona preparazione politica e soprattutto l’organizzazione di cui facciamo parte e il suo programma ci permetteranno di consolidare ulteriormente il Csp e di diventare, negli anni a venire, il punto di riferimento di tutti gli studenti nel reggiano.

Joomla SEF URLs by Artio