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La situazione degli studenti nelle università italiane degli ultimi 20 anni è sempre più insostenibile. Questo lo dobbiamo soprattutto a una gestione che mira soltanto al profitto e ai tagli di spese: strutture fatiscenti e pericolanti, tasse d’iscrizione sempre più alte, libri sempre più cari, trasporti sempre più salati e ritmi di studio sempre più pressanti.


L’ Er.go è l’ente regionale per il diritto allo studio dell’Emilia Romagna. È stato istituito con la Legge Regionale n°15 del 27/07/2007, subentrando alle quattro aziende precedenti: Arstud Bologna, Adsu Ferrara, Arestud Modena e Adsu Parma. Il modello di riferimento di gestione della nuova azienda è però rimasto quello dell’Arstud di Bologna e oggi propone all’intera regione una vera e propria standardizzazione al ribasso degli incentivi allo studio.

Molti dei ben noti problemi propri di chi studia a Bologna diventeranno norma per tutte le altre città universitarie emiliano-romagnole in nome della presunta “omogeneità di trattamento per tutti gli studenti che frequentano percorsi di studio universitari e di alta formazione nella regione” (Assessore all’Università). Gli alloggi negli studentati sono sempre più costosi. Gli studenti sono obbligati ad abbandonare la propria stanza durante le vacanze natalizie che viene adibita all’uso foresteria. Le borse di studio, già insufficienti per avere una minima indipendenza economica, devono essere restituite se non viene raggiunto il merito richiesto: proprio come avviene per un prestito d’onore. La borsa di studio deve essere una forma efficace di sussidio, non una sorta di contratto.

Per quanto riguarda i lavoratori la situazione non è migliore: i servizi che prima dipendevano dall’Arstud sono stati totalmente esternalizzati, con la diretta conseguenza di un enorme spreco di risorse e di un ulteriore decadimento dei servizi stessi.

Questa gestione aziendalistica non offre garanzie a chi, in difficoltà economiche, deve affrontare un percorso lungo e costoso come quello universitario. Dalla mensa a prezzi proibitivi (quella di Bologna è la più cara d’Italia!), alla sostituzione dei custodi con portieri non dipendenti da Er.go, passando per l’assoluta mancanza di sostegno della mobilità e del trasporto, ci troviamo davanti ad un vero attacco al diritto allo studio!

Gli studenti sentono sulla propria pelle il peso di questa situazione e di conseguenza il Collettivo Autunno Caldo - Csu Bologna, dallo scorso Aprile ha iniziato una campagna a partire dalle facoltà e dagli studentati con lo scopo di unire gli studenti sulla base di una piattaforma rivendicativa avanzata a difesa del diritto allo studio.

Durante la campagna abbiamo fatto banchetti e volantinaggi all’università, oltre che assemblee in alcuni degli studentati della città. Da queste attività è emersa una lettera che abbiamo inviato ad Er.go, alla Regione e al Miur Emilia Romagna, in cui abbiamo stilato una sintesi delle rivendicazioni che riteniamo fondamentali: innanzi tutto l’immediato stop alla restituzione delle borse di studio ed al sistema di indebitamento che ne consegue, la riduzione dei costi di mensa e affitti, il reintegro dei servizi esternalizzati, il raddoppio dei finanziamenti per l’università e la ricerca.

Nonostante, di recente vi siano state delle modifiche alla legge regionale che prevedono l’innalzamento dei requisiti per concorrere all’erogazione della borsa di studio, l’abolizione della quota aggiuntiva di 15 giornalieri per chi rimane negli alloggi durante le vacanze natalizie, lo stanziamento di un contributo di 200 da usufruire per il servizio mensa per chi ha un ISEE inferiore a 24.126, resta ancora in vigore la norma che prevede la restituzione della Borsa di Studio in caso di mancato conseguimento dei crediti formativi.

Siamo ancora molto lontani dal garantire il diritto allo studio e di certo, questo provvedimento non incide sulla selezione di classe nell’accesso all’università, che si fa ancora più pressante in un periodo di crisi economica e di tagli ai servizi pubblici come questo.

Pensiamo che le rivendicazioni contenute nella lettera del Collettivo e degli studenti che hanno partecipato alla campagna, restino tuttora valide e che saranno il punto di partenza da cui ricominciare ad ottobre, collegando questa singola vertenza con una lotta più generale contro tutte le controriforme della scuola e dell’università.


Tutto il materiale della campagna contro l’Er.go è consultabile sul sito: http://autunnocaldobologna.blogspot.com
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